La sirena dei vigili del fuoco, questa sera, poco dopo le 20, ha ricordato il sacrificio dei quattro pompieri volontari morti il 2 gennaio del 1958 mentre correvano su un incendio. Era un giovedì, proprio come oggi. «Lungo le rotaie i brandelli dell'autopompa, il vermiglio della vernice si mescolava a quello del sangue». Giorgio Lunt, sulla pagina de «La Nuova Stampa», raccontava così la cronaca dell'incidente costato la vita a quattro vigili del fuoco volontari di Rivarolo Canavese: Giacomo Gindro, Domenico Porello, Antonio Merlo e Renè Sacchi.
 
Poco dopo le 20, i volontari del distaccamento di Rivarolo hanno reso omaggio ai quattro eroi che, quella sera, persero la vita nel più tragico degli incidenti, mentre a bordo del «Leoncino» rosso (appena entrato in servizio) stavano correndo a Rocca Canavese per domare un incendio. C'erano le sbarre del passaggio a livello aperte, quella sera, e l'ultima littorina della Canavesana li centrò in pieno. Altri quattro vigili del fuoco rimasero feriti: Secondino Furno, Domenico Milano, Ezio Porello e Domenico Vecchia. Una tragedia che toccò l'intera città.
 
Di fronte a quella lapide, posta proprio in prossimità del passaggio a livello che segna anche il confine tra Favria e Rivarolo, ogni anno i vigili del fuoco ricordano i volontari caduti in servizio. E altrettanto fa la città, grazie al suono della sirena che si estende fino alle frazioni. Un ideale abbraccio che rinsalda la vicinanza di tutto il territorio al corpo del vigili del fuoco.

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