ROMANO CANAVESE - Trattare da una prospettiva del tutto inedita diversi temi legati al territorio canavesano: persone, luoghi, attività, design, architettura, arte, cibo, tradizione e innovazione. E’ la mission di Paolo Reato, Davide Eucalipto, Gloria Maggioli, Samuele Armelin, Stefano Pandolfini, Linda Zucca Bernardo, Riccardo Cobetto, Camilla Beratto, Anna Tamburrino, Chiara Ghiani, Alessandro Aimonetto, Matteo Melai, Cristian Volpe e Jacopo Perenchio. E’ il «dream team» di creativi, redattori, fotografi, video maker e traduttori che c’è dietro la nuova rivista semestrale «I Can magazine».

«"I Can" è un modo di vivere il territorio – spiegano dalla redazione - Parliamo di “Unconventional Territory” per raccontare il Canavese come non l’avete mai visto né sentito. Questo progetto nasce da una considerazione:  il Canavese è un territorio che ha molteplici punti di forza, ma non sa raccontarsi come dovrebbe. In giro è comune sentir dire che tra i canavesani non c’è consapevolezza delle risorse che possiedono, e una diretta conseguenza è il fatto che queste non vengono comunicate nel modo giusto, che non vengono valorizzate e che, quindi, o muoiono o si rivolgono ad un pubblico che non è quello locale. Le generazioni precedenti sono tuttora ancorate alla malinconia di un tempo che fu, legato all’iconica Olivetti, che invece di essere di ispirazione per creare, agisce quasi da nube nera che incombe sul Canavese; molti pensano che ci sia ben poco che valga la pena di essere raccontato, limitandosi a guardare e a curarsi del “proprio orto”».

Serve un cambio di prospettiva per rilanciarci secondo i creativi di «I Can magazine»: «Il nostro sogno ha preso vita il 18 marzo 2020. Ci siamo accorti di ciò che sta succedendo: sempre più realtà stanno fiorendo in questa zona, portando avanti idee di innovazione e creatività in ogni campo, dall’industria al design, dall’architettura alla ristorazione. Per cui abbiamo deciso di agire, di raccontarlo noi il nostro Canavese, dal nostro punto di vista e da quello di queste nuove realtà, per portarlo alle orecchie e sotto gli occhi di coloro che lo conoscono e di coloro che ancora non lo conoscono».

Ne è nato un prodotto originale e mai banale, accattivante e patinato, fruibile in cartaceo attraverso un semplice ordine o sul web collegandosi al sito www.icanmag.ink. Una rivista da «gustare» pagina dopo pagina in italiano e anche in inglese, perché per far conoscere il bello del nostro amato Canavese bisogna abbattere tutti i confini anche e soprattutto quelli linguistici. «Ci interessa l’indagine, è guardare il nostro territorio e la nostra identità in tanti modi diversi, rovesciarne le tasche, spingerci oltre le nostre certezze per afferrare quella magia, quel lato inesplorato che ancora nessuno è stato in grado di cogliere. Non conosciamo tutto, ma ogni numero ci permette di scoprire un pezzettino in più di questo meraviglioso territorio che tanto ha dato e tanto ha ancora da dare».

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