Galleria fotografica

RONCO CANAVESE - Una piccola borgata nel cuore del Gran Paradiso è rinato grazie alla passione, impegno e amore per la natura di tre sorelle. Nivolastro, un borgo ormai lasciato a sé stesso, ha ripreso vita da poco più di 4 anni, quando la 19enne Federica Costa, insieme alle sue sorelle Matilde e Debora, ha deciso di aprire proprio lì un rifugio, raggiungibile percorrendo i sentieri da Ronco Canavese e da Valprato Soana. Il rifugio si trova nel territorio del Parco nazionale del Gran Paradiso, luogo in cui è custodita l’essenza autentica delle Alpi. Una location favolosa per chi adora la montagna.

L’idea nacque 5 anni fa, quando Federica aveva appena finito la scuola superiore alberghiera; «Volevo passare più tempo in questa piccola borgata – afferma la ragazza –, e far conoscere a più gente possibile questo luogo fantastico che regala un’esperienza unica, a contatto con la natura incontaminata». In questo rifugio, oltre a stabilire un saldo legame con la natura, è anche possibile assaggiare delle prelibatezze come la polenta, cacciagione e altri prodotti tradizionali della montagna; recentemente sono stati introdotti anche il genepy e le gemme di pino, coltivati secondo l’antica ricetta del nonno Costa. Ad accompagnare l’esperienza anche la possibilità di godersi, su prenotazione e a pagamento, un bagno in una tinozza finlandese, circondata da un panorama mozzafiato.

«Mi sono informata e ho scoperto che avrei potuto aprire un rifugio nella casa di famiglia, nella quale trascorrevo le vacanze estive sin da bambina» spiega Federica. Il suo è stato un gesto coraggioso; racconta di aver ricevuto molte critiche riguardo la sua “pazza” idea, ma non si è voluta arrendere ad esse, grazie anche al sostegno delle persone a lei care. «Con me c'è mia sorella minore Matilde – continua la titolare del rifugio Nivolastro – che mi aiuta tutta l'estate e quando è di riposo dal lavoro; c’è poi mia sorella Debora, che porta su i rifornimenti a spalle utilizzando un semplice zaino. Ho anche un fratello, Michele: viene meno a trovarci, ma in caso di necessità non esita a raggiungermi».

Il lavoro di queste tre sorelle è un lavoro duro, fatto di molto impegno, passione e tenacia. La logistica non rende le cose semplici: la zona è priva di strade percorribili con i mezzi, infatti l’unico modo di raggiungere il rifugio è quello di percorrere i sentieri che partono da Ronco Canavese o da Valprato Soana. I rifornimenti a lunga scadenza vengono, quindi, inviati tramite elicottero all’inizio della stagione estiva. Gli alimenti freschi, come carne e formaggi, vengono invece portati in spalla, con lo zaino, e con il prezioso aiuto dell’asinello di Federica, Fiordi. Anche la corrente non è d’aiuto: non raggiungendo il piccolo borgo, il rifugio si è armato di pannelli solari, con la speranza che il bel tempo regga.

Da quando le tre sorelle hanno aperto il rifugio, 4 anni fa, il servizio è stato attivo solo durante la stagione estiva per gli impegni scolastici e lavorativi delle ragazze: in particolare, Federica ha terminato quest’estate l’università triennale, Matilde inizierà presto la quinta superiore, e Debora è alpina della Brigata Taurinese. Inoltre, il rifugio dispone solo di tavolini all’aperto, il che impossibilita, al momento, l’idea di un’apertura prolungata oltre l’estate.

Gli sforzi fatti finora per il rifugio Nivolastro sono stati tanti, ma i sogni nel cassetto di Federica e delle sue sorelle sono ancora diversi e grandi. «In questi anni non ho mai avuto il sostegno o l’interesse da parte di nessun ente – racconta con rammarico la titolare –; tutto ciò che ho costruito fino ad oggi è solo grazie alla mia famiglia e alla mia determinazione». Il desiderio più grande di Federica è quello di riportare in vita il piccolo borgo come era una volta, ristrutturando qualche casa abbandonata per poter costruire delle camere, un salone per poter mangiare al coperto e una cucina. Questo step ulteriore renderebbe possibile l’apertura del rifugio durante tutto l’anno.

Nonostante queste difficoltà ancora da superare, le tre sorelle sono molto grate e orgogliose del progetto a cui hanno dato vita; «Una cosa che mi piace molto è che ogni giorno possiamo imparare nuove lingue, - conclude Federica – perché, oltre ai nostri meravigliosi clienti affezionati, abbiamo il piacere di incontrare persone provenienti da ogni parte del mondo. Abbiamo ospitato tedeschi, americani, olandesi, francesi, svizzeri e tailandesi». Per quest’anno, l’avventura delle sorelle Costa si concluderà a breve, il 31 agosto, quando il rifugio Nivolastro chiuderà le sue porte dopo la bella ed emozionante stagione estiva appena intercorsa. (Nimue Prue Elliott)