SALASSA - Lo sceneggiatore cinematografico e di fumetti, originario di Castellamonte e residente a Salassa, Andrea Cavaletto porta un pezzo di Canavese al Festival di Cannes. C’è un cinema «indie» italiano, che osa e che ha tra i suoi alfieri proprio il poliedrico artista canavesano. Blue Sunset, il film del regista Domiziano Cristopharo, con protagonista l’attore Daniele Arturi e la sceneggiatura scritta a quattro mani con Cavaletto ha rubato l’occhio e strappato applausi al Marché du Film: l’attesa e prestigiosa controparte commerciale del Festival di Cannes. Istituita nel 1959 la kermesse è uno dei più grandi mercati cinematografici del mondo. Una ribalta importante per Andrea, che di Blue Sunset ne ha realizzato anche una versione in forma di novella insieme al collega scrittore Fulvio Gatti.

Parliamo subito del progetto Blue Sunset… come è nata l’idea e come l’avete sviluppata? «L’idea è nata dal regista Domiziano Cristopharo che mi ha voluto coinvolgere in questo progetto. Mi ha chiamato per dirmi che voleva provare a fare un film Cyberpunk italiano. Sulla falsariga di Nirvana, ma più virato verso l’horror – spiega Andrea Cavaletto – Quindi, come mood, più rivolto al genere classico giapponese. Io ho subito accettato anche se non sono avvezzo alla fantascienza. Tuttavia, quel tipo di fantascienza mi piace. Mi ispirava cimentarmi in questa iniziativa. Nel contempo, ero in contatto con Fulvio Gatti, scrittore e amico, che è molto preparato sul genere: la fantascienza è il suo pane. Già da tempo si pensava di collaborare a qualche progetto insieme e ho colto la palla al balzo per proporgli lo sviluppo con lui di un romanzo in contemporanea alla sceneggiatura che stavo scrivendo per il film. Così è nata questa opera particolare. La prima mai stata fatta in Italia di questo genere: non solo per l’argomento, ma soprattutto perché siamo riusciti a proporre un prodotto che è costituito da ultra-limited edition di 100 copie limitate con il romanzo che fa da custodia al dvd». Un progetto andata subito molto bene e finito in sold-out in tempi strettissimi.

Come è stato il tuo approccio con questo genere? Come è stata l’accoglienza a Cannes? «Il cyber-punk lo conosco per i film e alcune anime e autori – aggiunge Cavaletto – Quindi, sicuramente, dentro c’è un po’ di William Gibson, c’è Phillip Dick e per quanto riguarda i fumetti ci sono riferimenti alla letteratura fumettistica di Grant Morrison, che è uno dei miei autori mito. Non possono poi non citare il film Tetsuo di Shin'ya Tsukamoto,  specialmente il primo della serie, e il manga Ghost in the shell. Riferimenti che Gatti è riuscito nel romanzo ad amalgamare con la sua enorme ed enciclopedica conoscenza del genere alle mie intuizioni e suggestioni. Allo stesso modo Domiziano è riuscito nel film a rendere queste atmosfere molto cartoon e giapponesi con un eccezionale utilizzo delle luci e degli effetti speciali, tutti fatti a mano da lui in modo artigianali. E’ un mago in questo. C’è anche una scena in cui si cita Terminator, per esempio. Le citazioni ad hoc non mancano quindi all’interno di questa storia originale che utilizza la fantascienza per parlare di altro: di isolamento sociale e depressione e tecnologia che ci apre al mondo e ci chiude allo stesso tempo in noi stessi».

Che esperienza è stata al Market Festival? «Il film è stato presentato al Marché per eventuali produttori interessati grazie a EuroObscura che si è presa in carica di vendere i diritti. La proiezione è andata molto molto bene e ci sono già le prime proposte per una distribuzione extra italiana che si spera avverrà nei prossimi mesi» specifica Cavaletto.

Dopo il lungo periodo di stop per pandemia cosa si prova a tornare a viaggiare e agli eventi in presenza? «E’ stato molto bello tornare a Cannes, dopo questo stop prolungato. Una Cannes molto più tranquilla e morigerata per forza di cose rispetto al passato. Però molto bello. Un segnale di ripresa che non può che fare piacere. Sono venuto a Cannes anche per i diritti del mio romanzo “Io sono il male” che ho scritto con Lisa Zanardo e anche qui c’è stato un certo interesse positivo».

Da Dylan Dog a Io sono il male, passando per Doll syndrome… ti certificano come autore e sceneggiatore eclettico. Quale sarà il prossimo sogno da urlo (visto che le tue opere non lasciano mai indifferenti) estratto dal cassetto? «Nell’immediato futuro c’è una mia storia di Dylan Dog che uscirà su Dylan Dog Old Boy di agosto e si intitola gli orrori di Dunwich – chiosa Cavaletto – A fine luglio esce per Nicola Pesce editore una grapich novel “Le chien andalou”, la mia trasposizione a fumetti interamente curata da me del classico cortometraggio di Bunel. Invece, per il futuro sono al lavoro su un racconto per una antologia di vampiri insieme ad altri bravissimi autori, che uscirà per BLackhouse edizioni verso ottobre –novembre. Sono in fase di realizzazione di un paio di sceneggiature per due film horror. Una è più classico, se vogliamo, l’altro è più un pulp rivisitato. Si girerà nel 2022. Altre mie storie di Dylan Dog sono già in fase di sviluppo e le vedremo sia sulla serie regolare che sul color fest che sull’Old boy. Saranno, quindi, mesi interessanti quelli in arrivo».

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