SAN GIORGIO CANAVESE - Stefano Saccotelli, attore canavesano diviso tra cinema, teatro e televisione, festeggia in Veneto i suoi trent’anni di percorso professionale. Il poliedrico artista lo fa coi suoi più recenti cortometraggi: sabato 13 giugno all’auditorium «Alberto Vighesso» di Tombolo (Padova), con inizio alle ore 21. «“Il mio cinema indipendente” (organizza e modera Vannuccio Zanella) vuol essere un tributo al mio mestiere, bello quanto complesso, e a chi condivide dagli inizi il mio percorso artistico e professionale: la mia benzina, la mia linfa vitale» spiega Saccotelli.
Una serata di cortometraggi (ingresso libero) che lo vedono protagonista e anche regista e produttore, scelti tra quelli più premiati e significativi del suo trentennale viaggio di «operaio della recitazione», come ama definirsi. «Un incontro informale ed amichevole – continua Stefano – con una forma cinematografica impropriamente definita “minore”: dal corto indipendente, prodotto con mezzi e budget risicati, sono nati i grandi registi, attori e lavoratori di un settore oggi più che mai messo in discussione; e proprio nel Paese che, per primo, osò sfidare il gigante hollywoodiano, con capolavori e nomi rimasti ancora nella storia». Un’occasione per tutte le età, insomma, anche per scoprire come si realizza un cortometraggio attraverso aneddoti divertenti e curiosità.
Dopo gli studi, debutti teatrali e perfezionamenti a New York e Parigi, Stefano Saccotelli approda al suo primo ruolo significativo: è infatti don Sandro in «Lettere dal Sahara» di Vittorio De Seta, ultimo capolavoro del maestro che aprì fuori concorso la Mostra del Cinema di Venezia nel 2006. In televisione inizia partecipando a «Centovetrine» e «Vivere», è ospite delle popolari sitcom «Camera café» e «Piloti» e appare in numerose fiction di successo: per citare qualche titolo «I segreti di Borgo Larici», «Sacrificio d'amore» e «Masantonio - Sezione Scomparsi» (Mediaset), «Il mostro di Firenze» (Sky/Fox), «Walter Chiari, fino all’ultima risata», «Purché finisca bene (La tempesta/L'amore, il sole e le altre stelle)», «Questo nostro amore 70», «Rocco Schiavone», «Provaci ancora Prof! 7», «La strada di casa 2» e «Cuori» (Rai). Giuliano Montaldo gli affida i ruoli del servitore di Stellowsky ne «I demoni di San Pietroburgo» e del sindacalista ne «L'industriale».
Tra gli altri suoi crediti «La doppia ora» di Giuseppe Capotondi (Venezia 2009), «Fuoriclasse» (Raiuno, regia di Riccardo Donna), «La farfalla granata» (Raiuno, regia di Paolo Poeti), «La bella e la bestia» (Raiuno, regia di Fabrizio Costa), «Il clandestino» (Raiuno, regia di Rolando Ravello) e «I delitti del BarLume» (Sky/TV8, regia di Roan Johnson). Produttore, regista ed autore della web-sitcom «Kul Senter» (Premio Patologico al Festival Internazionale Cinema Patologico 2016, Roma) di cui è anche protagonista, Stefano è nel cast dei musical «A Christmas Carol», campione di pubblico e critica dal 2017, e «Pinocchio» (regia di Melina Pellicano), e da anni porta a teatro il classico pirandelliano «L'uomo dal fiore in bocca» (per la regia di Aldo Zampieri). Ha anche lavorato in produzioni internazionali, quali la popolare fiction TV cinese «Hao Xian Sheng (To Be a Better Man)» e il film «Toy Gun», coproduzione Lussemburgo-Belgio. Più recentemente ha interpretato il ruolo del cancelliere in «La legge di Lidia Poët» di Matteo Rovere e Letizia Lamartire (Netflix), ed appare nel cast del film «Zamora» di Neri Marcorè e «Cena di classe» di Francesco Mandelli. Tra i lavori di prossima uscita, la fiction «Estranei» (Raidue) ed il film per il cinema «Brianza» (coproduzione italo-svizzera).












