VOLPIANO - Impossible is nothing. Il celebre slogan di una nota campagna pubblicitaria torna prepotentemente d’attualità grazie all’impresa compiuta dall’atleta volpianese, Roberto Scarantino. «Roby», come è conosciuto e chiamato da tutti, ha dimostrato che con impegno, passione e determinazione nessun traguardo è irraggiungibile. Dal 16 al 18 settembre in Spagna, a Barcellona non solo ha rappresentato nel migliore dei modi possibili l’Italia, ma il canavesano ha anche conquistato uno storico terzo posto al «Wodcelona», la competizione internazionale di crossfit più inclusiva d'Europa.   

Che emozioni ti ha regalato vestire l’azzurro e partecipare ad un evento così importante? Hai ottenuto uno strepitoso podio. Quanto e come ti sei preparato per l’evento? «Ho sempre lavorato sodo, in qualunque cosa mi cimentassi – spiega Roby Scarantino - Ho iniziato a 18 anni a giocare a Basket in carrozzina in serie A e al secondo anno sono stato convocato nella Nazionale Italiana. Ho frequentato sempre l'ambiente della palestra, perché dal giorno dell'incidente ho dovuto sostituire la gambe con le mie braccia. Grazie alla forza di volontà e alle braccia robuste sono arrivato dove altri ci mettono le gambe. Ho frequentato il Millenium, il Mirabai e da 4 anni ho scoperto il crossfit adaptive grazie alla CrossFit Black Fox. Ho lavorato sodo per un anno con il mio coach, Luca Pasqua, campione italiano di boxe. Io imparavo da lui e lui da me. Abbiamo partecipato ai Trinacria Games in Sicilia nel 2019, al Torino Challenger nel 2020. Nel 2021 mi sono qualificato per Wodapalooza, ma per colpa del Covid non sono riuscito ad andare. Questa era l'occasione giusta per dimostrare, in primis a me stesso e poi a tutte le persone che mi seguono, che nulla è impossibile se costanza, impegno e forza di volontà fanno parte del tuo “io”. Portare l'azzurro sul petto mi ha dato poi maggior sicurezza».

Atleta di crossfit con la Black Fox, presidente e coach di basket con i giovani di Volpiano, Roby Scarantino ha vinto l’ennesima grande sfida: «Nell'ultimo evento avevo davanti a me gente con talento: pluricampioni ad eventi come i Crossfit Game's e il Wodapalooza che si svolge a Miami. Guardando la classifica nessuno avrebbe potuto pensare che sarei arrivato fino al terzo posto. Ho fatto l'impossibile. Sono arrivato davanti ai colossi del cross-fit guadagnando così abbastanza punti per assicurarmi quel gradino tanto desiderato. È stato emozionante sentire le urla del pubblico e la voce del cronista che continua a ripetere il mio nome».

Sport e inclusione. Qual è la situazione in Canavese e in Italia? Cosa è stato fatto e cosa ci sarebbe da fare per parlare davvero di sport per tutti? «In Italia e ancor peggio nel piccolo Canavese, lo sport per disabili è ancora visto un po’ con compassione e non con passione – puntualizza Scarantino - Basta uscire dall'Italia e si vede la differenza. Sono comunque contento perché, se mi volto a guardare indietro, vedo comunque dei miglioramenti. Abbiamo intrapreso la strada giusta e dobbiamo seguire tutto il percorso per avvicinarci ad altri paesi».

Lo sport è salute ma anche una bussola per la vita. Specie per i giovani che tu conosci bene. Quali sono i valori più importanti che lo sport trasferisce ai ragazzi? «Lo sport è il faro per i ragazzi di oggi – conclude Roby - Lui è li, ti puoi allontanare, non vederlo, nei momenti di tempesta e di difficoltà può sparire dalla tua vista, ma sai che c'è. Sai che lui è sempre li per indicarti la strada giusta. Nella nostra società di Basket insegniamo il rispetto per i compagni, per gli avversari, per i giudici di gara, per la struttura. Insegniamo le regole, perché queste non sono presenti solo a casa, a scuola o al lavoro, ma ovunque andiamo. E infine insegniamo l’inclusione, accogliendo e inserendo nei vari gruppi ragazzi con disabilità, facendo crescere i giovani non solo tecnicamente. Sono il futuro. Se crescono “aperti” costruiscono bene».

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