Questa sera alle 21, al cinema Margherita di Cuorgnè, «Due Città al Cinema» proporrà il film che rappresenterà il Brasile alla prossima edizione degli Oscar come miglior film straniero, «La vita invisibile di Euridice Gusmão» di Karim Aïnouz. Un’occasione quasi unica per vederlo in una sala di provincia perché la distribuzione italiana non permette troppo a questi film di avere la visibilità che meriterebbero.

Euridice (Carol Duarte) e Guida (Julia Stockler) sono due sorelle molto complici tra loro che vivono a Rio de Janeiro insieme ai loro genitori dagli ideali conservatori. Vivono una vita ordinaria e inappagante. La prima sogna di diventare una pianista di fama, ma i genitori se la immaginano presto moglie di Antenor, un giovanotto di buona famiglia. La seconda invece è alla ricerca del vero amore e crede di averlo trovato in un marinaio greco con il quale mette in atto la più classica delle fughe d’amore. Tornata a casa, sola e incinta, Guida viene ripudiata dal padre, che gli impedisce di rivedere l’amata sorella: “è partita per andare a studiare pianoforte a Vienna”. Questo le dice il padre-padrone, ma è una menzogna, utile a sancire la separazione tra le due per  proteggere l’onore della sua famiglia.  Ma le due sorelle non sono separate dall’Oceano Atlantico, anzi vivono e vivranno nella stessa città per decenni sfiorandosi, percependo la presenza l’una dell’altra. Guida e Euridice cercano di prendere il controllo delle loro vite, ma non rinunciano alla speranza di potersi un giorno ritrovare.

Tratto dal romanzo di Martha Batalha (edito in Italia da Feltrinelli col titolo battagliero di “Euridice Gusmão che sognava la rivoluzione”), il regista e sceneggiatore brasiliano Aïnouz dipinge un magmatico affresco sulla cultura patriarcale e la volontà emancipatoria della donna che si traduce in resilienza. Lo fa affidandosi totalmente  alla densità e al significato dell’immagine e spesso alla recitazione senza dialogo. Il film segue un doppio binario che sottolinea la dolorosa divisione attraverso il gioco delle inquadrature e i colori ora tenui ora esplosivi, alternando i piani narrativi, tenendo il passo del melodramma, improntato sui segreti e le bugie di un nucleo familiare controllato da un padre autoritario.

Impossibile non cedere al fascino di questo racconto. Impossibile non partecipare alle difficoltà e ai pochi momenti di gioia delle protagoniste, due donne piene di vita, impossibilitate a condividerli in un’epoca che non permetteva loro di esprimersi. (Santho Iorio)

GENERE: Drammatico
ANNO: Brasile 2019
REGIA: Karim Aïnouz
DURATA: 139 min.

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