Andranno di nuovo all’asta il «Pezza da Pavignano» e il «Birago da Borgaro», i due storici palazzi del ‘700 che si affacciano sulla piazza del castello di Agliè. Non c’è nessuno che li vuole comprare. Dopo decenni di degrado, infatti, il Pezza e il Birago necessitano di ingenti opere di ristrutturazione. I muri interni sono quasi tutti compromessi e le coperture lasciano scivolare l’acqua fino al piano terra. Pochi anni fa, dai tetti cadevano sulla strada tegole e pezzi di cornicione.

Il demanio, un paio d’anni fa, avrebbe ceduto gratuitamente i palazzi solo con la garanzia che dei restauri, se ne sarebbe occupato direttamente il Comune, con fondi propri e senza l’aiuto di investitori privati. Una vera e propria fregatura, visti i tempi di crisi. Prossima asta il 2 dicembre. Nel 2011 almeno due agenzie immobiliari sembravano disposte a trattare l’acquisto del Birago e del Pezza per realizzare un complesso di alloggi. Poi, viste le cifre e i vincoli imposti, i progetti sono rimasti ben chiusi in un cassetto. Pezza e Birago, complessivamente, potranno essere acquistati per circa un milione di euro.

«Credo si tratti di una buona opportunità di investimento, anche per la prospicenza al Castello Ducale, che caratterizza questi due palazzi in via esclusiva – spiega il sindaco di Agliè, Marco Succio – abbiamo tra gli obiettivi principali quello di tentare di riqualificare il tessuto urbano del paese, vedendo in quella zona la necessità di una cucitura indispensabile tra il borgo ed il castello ducale». Fin qui nessuno ha visto possibilità nell’investimento, trasformando quei due edifici, nei «palazzi che nessuno vuole».

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