«Se non hai il documento ci sono molte barriere: tutte le porte sono chiuse per te. C'è una barriera che non mi fa spostare e viaggiare. C'è una barriera che non mi fa lavorare». Questa è una delle didascalie che accompagnano le ventuno fotografie delle Mostra “Frontiere tra visibile e invisibile”, che è stata presentata durante la serata di giovedì 13 dicembre ad Albiano d'Ivrea. L'evento, organizzato dalle associazioni Acmos e Tutto sotto il cielo con il Patrocinio del Comune di Albiano d'Ivrea, ha visto come protagonisti i giovani rifugiati presenti sul territorio eporediese con lo scopo di creare un dialogo e una conoscenza con i cittadini.

In seguito al saluto inziale del Sindaco di Albiano d'Ivrea Rosanna Tezzon, la parola è passata a Tamara Stanic di Tutto sotto il cielo e all'insegnante Francesca Giaccone che hanno raccontato il percorso di interculturalità svolto presso la scuola dell'infanzia all'interno del Progetto “Oltre i confini”, realizzato grazie al contributo della Fondazione di Comunità del Canavese. La parte centrale dell'iniziativa è stata dedicata al racconto diretto dei rifugiati, relativamente al percorso del GEC (Gruppo di Educazione alla Cittadinanza) e della relativa mostra fotografica. A moderare il dialogo è stato Andrea Gaudino di Acmos, che ha dato la parola al racconto di tre rifugiati che hanno realizzato nel gennaio 2017 la Mostra fotografica “Frontiere tra visibile e invisibile”.

Il primo è stato Manga, senegalese, che ha raccontato della storia del GEC e della realizzazione della Mostra, in particolare si è soffermato sulla parola “indipendenza”, sottolineando quanto sia importante il raggiungimento dell'autodeterminazione e dell'espressione della propria personalità. È poi intervenuto Frank, proveniente dal Ghana, che ha elencato le tante
esperienze fatte dal GEC, tra cui la partecipazione a Biennale Democrazia a Torino nel 2017 e la conoscenza della Resistenza italiana a Ivrea e nella città di Boves durante il campo estivo di formazione di Acmos. Infine, ha portato la sua testimonianza Cisse, della Guinea, che si è soffermato sulla sua preoccupazione riguardo al recente decreto sicurezza e immigrazione.

Il giovane guineano ha affermato che questo provvedimento genererà ancora più clandestinità, soprattutto per quelle persone che hanno già fatto un percorso di integrazione, ma che non otterranno più il rinnovamento del permesso di soggiorno umanitario, perchè è stato eliminato dal governo italiano. “Se togli l'umanità alla persone, che cosa gli resta? Combatteremo il decreto con le parole, non con la violenza o le armi, usiamo le parole e vinceremo”. Con queste parole di
Yannick, richiedente asilo di origine camerunense, si è conclusa la serata. La mostra resterà aperta al pubblico presso la Sala Umberto Negri nei giorni mercoledì 19/12 e venerdì 21/12 dalle ore 16:30 alle 18:30.

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