Con l'Asa non ci si annoia mai. Anzi, non passa giorno che non ci sia qulche colpo di scena. L'ultimo, clamoroso e inaspettato, porta la data di ieri. Non ci sono soldi per pagare gli arretrati dovuti ai lavoratori del consorzio pubblico (sia quelli riassunti nella Teknoservice che quelli rimasti senza un posto di lavoro). L'accordo, raggiunto solo la scorsa settimana, è carta straccia.

«Situazione incredibile - dice Luca Cortese, segretario canavesano della Uil - stanno abusando della pazienza e della buona fede di sindacati, lavoratori ed ex lavoratori. Assurdo che, dopo aver firmato un accordo per dilazionare i pagamenti, arrivi questa ennesima doccia gelata». Ieri mattina, un'ora prima delle firme dei lavoratori, il commissario straordinario Stefano Ambrosini ha fatto sapere, via mail dall'India, che la vecchia Asa non ha copertura economica. Di fatto nessun accordo sugli arretrati (tredicesime mai pagate, ferie mai godute e indennizzi per i licenziati) potrà essere onorato. 

«Abbiamo chiesto già mesi fa un incontro urgente al commissario per trovare una quadra a questa situazione - rivela Cortese - ma è più di un anno che Ambrosini non si fa più vedere per la vicenda dell'Asa. Mercoledì cercheremo una mediazione. Altrimenti agiremo di conseguenza». Il dramma riguarda soprattutto gli ex dipendenti Asa, quelli che non hanno trovato posto nella nuova azienda che gestisce i rifiuti. Quelli senza stipendio per i quali, ogni giorno che passa, la situazione si fa sempre più complicata.

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