Non c'è pace per l'ex Asa. Da un lato i licenziamenti della Teknoservice (già impugnati dai sindacati). Dall'altro le indagini sulle due fideiussioni che l'azienda di Piossasco ha presentato per vincere il bando del Consorzio Canavesano Ambiente. Preso atto di una prima fideiussione sottoscritta con un'agenzia assicurativa romena (la Onix Asigurari, bloccata dall'istituto di vigilanza il 20 dicembre, quindi due mesi dopo l'assegnazione del bando), nelle ultime ore sono emersi forti dubbi anche sulla seconda fideiussione, presentata per rilevare gli immobili e il ramo d'azienda dell'Asa.

L'avvocato Riccardo Santagostino di Novara - si legge in una nota dell'agenzia Ansa - che cura gli interessi di Edera Ambiente, l'azienda arrivata seconda nella gara, ha «presentato una richiesta di accesso agli atti al Consorzio Canavesano Ambiente e al Ministero per lo Sviluppo Economico per conoscere se effettivamente la fideiussione è stata garantita da FidiRoma». 

Fidi Roma, nello specifico, è una compagnia che non risponderebbe alle normative nazionali. La Banca d'Italia, infatti, ha dichiarato che la compagnia capitolina non ha l'autorizzazione a emettere fideiussioni. Del caso se ne sta occupando anche la Regione Piemonte, dopo la segnalazione del gruppo della Lega Nord.

La palla potrebbe passare a breve nelle mani del commissario Stefano Ambrosini. Il condizionale, ovviamente, è d'obbligo. Va precisato, del resto, che la commissione del Consorzio Canavesano Ambiente, in fase di aggiudicazione dell'appalto, aveva già avuto modo di valutare a ottobre la fondatezza e la regolarita delle due fideiussioni presentate dalla Teknoservice. In quell'occasione non emersero irregolarità.

 

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