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BALDISSERO CANAVESE - Inevitabile scontro politico sulla proroga dei termini per avviare i lavori del nuovo Ponte Preti. La proroga c'è ma ancora manca la graduatoria del Ministero sui lavori del vecchio «decreto ponti» effettivamente finanziati dal Governo. Il Ponte Preti "pesa" per 25 milioni di euro sui 68 complessivi che la Città metropolitana ha richiesto (comprendendo anche i lavori per i ponti di Carignano e Castiglione).

«Il rinvio dei termini del Decreto Ponti inserito nel Milleproroghe, grazie all’impegno di Fratelli d’Italia e di Augusta Montaruli, è la dimostrazione che il Governo Meloni ha a cuore la sicurezza stradale e lo sviluppo del nostro territorio. Per il progetto del nuovo Ponte Preti si tratta di una boccata d’ossigeno vitale: ora la Città Metropolitana non ha più scuse per i propri ritardi». Così Paola Antonetto, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. «Abbiamo assistito finora a un rimpallo di responsabilità burocratiche che ha messo a rischio il finanziamento di un’opera che il Canavese attende da decenni. Il passaggio di consegne tra Città Metropolitana e Anas non può e non deve diventare un alibi per l’immobilismo. Il nuovo Ponte Preti non è solo una questione di asfalto e acciaio, ma di sicurezza per migliaia di lavoratori e studenti e di efficienza per i mezzi di soccorso diretti verso Ivrea. Continueremo a monitorare i passaggi dell’iter per la realizzazione: il Governo ha fatto la sua parte salvando i fondi, ora tocca alla Città Metropolitana dimostrare di essere all’altezza della sfida e aprire i cantieri senza ulteriori indugi».

Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente), Presidente della V Commissione Ambiente, esprime la sua soddisfazione per una iniziativa che pone le basi per la gestione di infrastrutture fondamentali per il territorio, ma invita anche a non perdere ulteriore tempo: «Ringrazio i Parlamentari che si sono attivati recependo le istanze del territorio: dopo la mobilitazione dei Sindaci e del territorio, gli atti presentati in Consiglio regionale, tra i quali anche uno a mia firma, le proroghe e le occasioni mancate, abbiamo ancora una possibilità per provvedere alla gestione di infrastrutture fondamentali per il territorio. Il ponte Preti sulla 565 a Strambinello, in particolare, necessita di essere sostituito e rappresenta l’unico collegamento tra Ivrea e il Canavese occidentale». Bartoli invita a non perdere l’occasione: «Dopo le proroghe non sfruttate, questa è senza dubbio l’ultima possibilità: auspico che tutti gli Enti coinvolti, a partire dalla Città Metropolitana che è proprietaria delle infrastrutture, mettano in atto tutte le azioni necessarie per porre la parola fine a una questione annosa e soprattutto a una situazione imbarazzante, con rimpalli di responsabilità e perdite di tempo che si sono tradotte, finora, nell’impossibilità di realizzare le opere necessarie. Per il momento, prendiamo atto con grande soddisfazione del risultato raggiunto grazie all’impegno del Parlamento e alla mobilitazione del territorio: sia un punto di partenza per giungere a una rapida conclusione dell’iter per la realizzazione dei ponti».

D'altro tono l'intervento di Alberto Avetta, consigliere regionale del Pd: «E' una vicenda surreale. E’ davvero frustrante che oggi, dopo le tante passeggiate sul ponte e gli annunci roboanti di numerosi esponenti politici, per salvare il ponte siamo costretti a farci piacere un’ulteriore proroga del termine fissato al prossimo 31 dicembre. E questo succede perché i Ministeri competenti non hanno ancora pubblicato la graduatoria delle opere finanziate che attendiamo dall’aprile scorso. Proroghiamo i termini ma nessuno garantisce le risorse per realizzare il nuovo ponte. Speriamo che l’anno nuovo porti un po' di buon senso».

La collega Gianna Pentenero, sempre del Pd, capogruppo in Regione, rincara la dose: «Le dichiarazioni dell’onorevole Augusta Montaruli sul Decreto Ponti sono smentite dai fatti. La Città metropolitana di Torino ha rispettato i tempi, presentato i progetti e investito risorse proprie per la progettazione. Non esistono ritardi imputabili agli enti locali, come ha chiarito con precisione il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo. È singolare che si invochi l’ascolto dei territori mentre, a livello nazionale, la stessa maggioranza di governo continua a ridurre o ritardare risorse fondamentali per Comuni, Province e Città metropolitane. Alle incertezze sui fondi del Decreto Ponti si sommano criticità ancora aperte: mancano infatti risorse fondamentali come i canoni idrici relativi al 2024 (fondi regionali) e restano insufficienti o non ancora pienamente disponibili i fondi per gli interventi post-alluvione del 17 aprile. Senza queste risposte è difficile garantire manutenzione del territorio, sicurezza e riapertura delle infrastrutture locali. Se il Governo vuole davvero ascoltare i territori deve garantire risorse certe e tempi chiari su ponti, alluvioni e canoni idrici, non alimentare polemiche e scaricare responsabilità sugli enti locali che continuano a lavorare, nonostante tutto, per le comunità».