BANCHETTE - Dall'ascolto delle persone alla costruzione di un'alleanza per la salute dei canavesani. Sabato 2 ottobre, la sala plurisuo «Emilio Pinchia» di Banchette ha ospitato un interessante incontro pubblico promosso da Spi Cgil Ivrea, Cuorgnè e Caluso e Torino per parlare di: medicina di territorio e cure di prossimità nel Canavese. Al meeting, presieduto da Alfredo Ghella (Segretario Spi Cgil alto Canavese) e introdotto da Lucia Centillo (Segretaria Spi Cgil Torino), hanno partecipato il consigliere regionale, Alberto Avetta, e diversi amministratori comunali che con i loro interventi hanno sottolineato l’importanza del ruolo dei sindaci e delle comunità locali in materia di sanità.

«La tragica esperienza della pandemia ha messo in evidenza le grandi fragilità della nostra società, ma anche le importanti competenze e responsabilità che possono essere in capo alle comunità locali per promuovere sviluppo ed equità sociale, contrastando le disuguaglianze e ponendo attenzione alle fasce più deboli della popolazione e alle persone in difficoltà. – ha commentato Lucia Centillo - In un'ottica generazionale, sappiamo che le persone anziane sono state le più colpite dalla gravità della malattia durante la pandemia; sono state tra le prime, assieme agli operatori sanitari e alle persone residenti nelle RSA, a beneficiare del vaccino. Dobbiamo considerare che oggi le persone anziane sono il 23% della popolazione (tra 20 anni saranno il 32,6%) e rappresentano con la cosiddetta silver economy un settore economico molto importante nella generazione del PIL, non solo in ambito sanitario, ma anche come soggetti a cui dedicare politiche attive: sono di fatto una grande risorsa per il nostro tessuto sociale in tutti i campi. La salute delle persone anziane e i servizi a loro rivolti sono per noi una priorità assoluta. Vogliamo un SSN pubblico, solidale, universale che, anche alla luce della transizione demografica ed epidemiologica, parta dai bisogni di salute della comunità e consideri i determinanti di salute: un SSN che risponda, con un'eccellenza diffusa, nell'acuzie e nella cronicità, nell'ordinarietà e nell'emergenza, dalla promozione della salute alla riabilitazione, nella rete territoriale, nella rete ospedaliera. Con uno slogan, potremmo dire “la comunità deve rilevare bisogni e creare reti».

Durante l’incontro si sono affrontate pure le problematiche legate ai trasporto pubblico per accedere ai servizi e alla rete ospedaliera, in particolare per la costruzione del nuovo ospedale di Ivrea e per la mancata riapertura del Pronto soccorso di Cuorgnè. «Oggi più che mai abbiamo constatato che gli ospedali sono fondamentali ma non sono tutto – ha detto il sindaco di Banchette, Antonio Mazza – Sarà importante per il futuro la concretizzazione di nuovi progetti relativi alla medicina del territorio, impegnando delle risorse per dispensare dei servizi di base alla cittadinanza. Progetti primari, legati al medico di famiglia e ai volontari che sono presenti ed attivi nelle nostre zone».

«La medicina del territorio è un argomento decisivo per la tutela della salute dei cittadini, a partire dalla prevenzione – ha detto Angelica Liotine referente Cgil per l'alto Canavese – I sindaci e gli amministratori lo sanno bene, in quanto garanti della salute e incolumità dei loro cittadini. Lo sviluppo e la ripresa della medicina di base è quindi un puto centrale per difendere la sanità pubblica che è un bene primario del nostro paese. Come Cgil del territorio, insieme ai sindaci e agli amministratori e con gli incontri che faremo unitariamente a Cisl e Uil, svilupperemo sempre di più queste tematiche, che sono centrali nella vita di tutti».

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