Riceviamo e volentieri pubblichiamo la posizione della contessa Irene Bisiachi ved. Valperga di Masino e Caluso sulla situazione del Sacro Monte di Belmonte e, in particolare, del Santuario dopo le polemiche in Regione tra maggioranza e opposizione.

«La contessa Irene Bisiachi ved. Valperga di Masino e Caluso apprende con estremo disappunto i contenuti dell’intervento politico di esponenti del gruppo consigliare PD, relativi al Santuario di Belmonte, così come apparsi recentemente sugli organi di stampa. Nello specifico, si è asserito che la precedente Giunta avrebbe concluso positivamente la trattativa concernente l’acquisizione del complesso monumentale di Belmonte, attualmente di proprietà della contessa, e che il procedimento si sarebbe interrotto per colpe imputabili all’attuale amministrazione.

In verità, con comunicazione del 30 ottobre 2018 indirizzata alla Dott.ssa Antonella Parigi, già assessore alla Cultura della Regione Piemonte, nonché alla Vicepresidenza Regionale del Piemonte, al Consiglio Regionale del Piemonte, ai Consigli Comunali di Valperga e Cuorgné, all’Arcidiocesi di Torino e alla Provincia dei Frati Minori di S. Tomaso, la Contessa denunciava che, dopo più di un anno di trattative serie finalizzate alla cessione del Santuario, la stessa Assessore Parigi, con precedente lettera del 17 ottobre 2018, senza dare alcun riscontro alla proposta di vendita formulata dalla proprietà, riferiva esclusivamente la disponibilità della Regione a una non meglio precisata ‘intesa’ preordinata esclusivamente alla semplice manutenzione e gestione del sito, interventi considerati dall’Assessore sufficienti per superare le gravissime criticità di pubblico dominio.

Nella suddetta lettera, l’Assessore Parigi non faceva riferimento alcuno alla volontà della Regione di acquisire la proprietà del sito, nonostante la proposta di vendita fosse stata formalizzata dalla contessa sin dal 2017. Per ragioni di chiarezza è opportuno rimarcare che dall’ottobre 2018 in poi non seguiva alcuna comunicazione formale o informale circa la volontà della Regione Piemonte di acquistare il sito, né di proseguire nella compravendita, nonostante plurimi solleciti.

La contessa si diceva pertanto amareggiata per l’abbandono improvviso e immotivato delle trattative da parte della Regione Piemonte, che peraltro si mostrava unicamente interessata a creare nuovi vincoli convenzionali sul sito con il conseguente immobilismo, principale causa del declino del complesso monumentale. Per tali motivi, la proprietà comunicava formalmente che, visto il totale disinteresse della Regione Piemonte alla concreta definizione dell’acquisto, si sarebbe rivolta a soggetti privati interessati a valorizzare e preservare il complesso di Belmonte, tuttora in stato di degrado e abbandono da parte delle istituzioni.

Ad oggi, sono state avviate serie trattative volte a definire i termini di una possibile cessione del bene a privati, che possa finalmente porre fine alla questione e riconsegnare il Santuario alla comunità mediante un’effettiva preservazione, riqualificazione e valorizzazione del complesso. Spiace purtroppo constatare come l’attuale dibattito politico sia ben lontano dalla verità e sia unicamente strumentale a sterili polemiche, continuando a dimostrare il totale disinteresse ai reali interessi delle comunità. Ne è prova il fatto che si lamenta la mancata denuncia di cessione del bene, quando in realtà il Santuario non è stato ancora venduto.

La contessa Irene Bisiachi Ved. Valperga si dice comunque estranea a qualunque dibattito politico, ribadendo unicamente il proprio interesse a una maggiore serietà da parte delle istituzioni, avendo solo la pretesa di trattare con interlocutori seri».

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