E' di 800.000 euro il contributo assegnato al Comune di Bollengo con decreto del Ministero dell'Interno e del Ministero dell'Economia e delle Finanze per interventi di messa in sicurezza del territorio. Il Comune aveva presentato domanda a settembre, partecipando al bando aperto dallo Stato per l'assegnazione di risorse, per il 2020, pari ad un totale nazionale di 400 milioni di euro. Bollengo ha due interventi ritenuti ammissibili, uno dei quali finanziato ed il secondo in lista di attesa.
 
Il progetto prevede la realizzazione di una serie di interventi idraulici lungo il Rio Vignarossa ed il Rio Morto, che hanno come scopo il miglioramento delle condizioni di deflusso dei due corsi d'acqua e di migliorare l'afflusso delle acque raccolte lungo il percorso, con conseguente mitigazione del rischio di dissesto idrogeologico dei rii che nel corso degli anni hanno già causato diverse situazioni di rischio. Per il Rio Vignarossa si tratta di interventi che interessano il tratto dalla sua origine, sotto la località Ruina, fino all'attraversamento della strada provinciale per Palazzo, mentre per il Rio Morto, che costeggia ad est l'abitato di Bollengo, si completeranno e miglioreranno gli interventi già effettuati in passato, anche con la suolatura del fondo alveo, rafforzando e completando le fondazioni delle scogliere esistenti, migliorando le condizioni di scorrimento e limitando le possibilità di ricrescita della vegetazione nell'alveo.
 
Soddisfazione esprime il sindaco Luigi Sergio Ricca, che ringrazia l'ufficio tecnico comunale per l'attenzione posta con il progettista Gianluca Noascono nella preparazione della pratica. «Ora si tratta di seguire con attenzione l'esecuzione dei lavori, nel rispetto della tempistica prevista dalla legge - spiega il primo cittadino - la questione della sicurezza del territorio diventa sempre più centrale, in particolare per quanto riguarda il versante della Serra, un tempo curato dai proprietari terrieri in quanto fonte di reddito con la coltivazione della vite e del bosco, oggi in gran parte abbandonato. Attivare un'operazione di riscoperta di quella parte di territorio è una delle grandi scommesse che gli amministratori devono affrontare, per evitare che il rischio di dissesto comprometta irrimediabilmente l'ambiente interessato».

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