Martedì scorso si è svolta in Città Metropolitana la conferenza dei servizi convocata per valutare il progetto di ristrutturazione dell'impianto di compostaggio proposto da Iren-Amiat. L'impianto di compostaggio è stato costruito nel 1998 sul territorio di Borgaro (a ridosso del confine di Mappano) per trattare la frazione organica del rifiuto e, durante tutti i suoi circa 15 anni di funzionamento, ha continuato ad emanare esalazioni maleodoranti e miasmi insopportabili.

Iren, proprietaria dell’impianto, oggi propone di trasformare la struttura destinandola a ricevere carta, vetro e plastica provenienti dalla raccolta locale, compattarne le frazioni di rifiuto ed inviarle agli impianti di riciclaggio. Poiché in tutti questi scorsi anni l’impianto di compostaggio, nonostante il suo pessimo funzionamento, ha ottenuto continue proroghe, il consigliere mappanese Cretier, a nome dell'amministrazione Comunale di Mappano, ha chiesto ed ottenuto che siano fissati alcuni vincoli.

«Il nuovo impianto deve essere alternativo al precedente impianto di compostaggio e non si ritorni più a trattare la frazione umida del rifiuto su quell’area, chiudendo definitivamente l’esperienza precedente - dice Cretier - il traffico pesante dovrà essere (come peraltro già proposto da Iren-Amiat) interamente assegnato su via Santa Cristina in direzione della superstrada e in seguito della tangenziale ed autostrade». Inoltre sono stati richiesti monitoraggi sia odorigeni che delle emissioni in atmosfera specifiche per l’area, affinchè si abbia la certezza dell’assenza di emanazioni maleodoranti e dannose per la salute.

Precedentemente il consigliere Danilo Lerda, capogruppo del gruppo di maggioranza “Mappano in Comune”, aveva proposto un ordine del giorno, approvato all’unanimità dal consiglio comunale del 29 ottobre, che impegna sia l’attuale che le prossime amministrazioni comunali a vigilare sul funzionamento delle attività dell’impianto di Borgaro.

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