Nel pomeriggio di lunedì, il sindaco di Borgaro, Claudio Gambino, assieme ad una rappresentanza di taxisti, ha preso parte ad una riunione in Città Metropolitana per portare all’attenzione dell’Ente il caso dei taxisti borgaresi, che non sono considerati metropolitani e, di conseguenza, non possono caricare utenti nella città di Torino, non fanno parte dell’area aeroportuale del “Turin Airport-Sandro Pertini” e, infine, non hanno la possibilità di avere a bordo la radio che permette di ascoltare le frequenze delle maggiori cooperative di taxi presenti in Torino e nell’area metropolitana.
 
«Stiamo parlando di quattro taxisti che sono obbligati a lavorare in un’area decisamente più ristretta rispetto a quelli di altri loro colleghi. Tempo addietro, Borgaro non aveva aderito al regolamento, entrato poi in vigore nel 2005, e che porta i taxisti a non poter aderire alle cooperative che regolano le chiamate. Per ottenere l’ok all’ingresso, si deve riunire una apposita commissione, composta da tecnici metropolitani e sindacati dei taxisti e che fino a oggi ha sempre dato parere negativo in merito. A Torino ci sono 1580 licenze taxi. E’ un mercato molto ampio e, per fortuna, tutelato dalle innovazioni del mercato, come Uber, o dagli abusivi. Credo che quattro taxisti in più non possano mutare gli scenari lavorativi. Credo che manchi il cooperativismo», commenta il sindaco Gambino.
 
Per la Città Metropolitana si tratta di un “problema di non facile soluzione dal punto di vista normativo ma che certo non risponde alle nuove esigenze del mercato libero e alla vocazione turistica del torinese, come ha fatto notare il consigliere metropolitano delegato alle attività produttive Dimitri De Vita che, insieme al consigliere delegato alla viabilità, Fabio Bianco, ha partecipato all'incontro. La commissione, dopo l’incontro con taxisti e sindaci di Borgaro e Piossasco - che ha lo stesso identico problema - ha deciso di riconvocarla assieme alle sigle sindacali entro poche settimane. Con loro ci saranno anche i rappresentanti comunali, le organizzazioni sindacali di categoria e le associazioni di consumatori. «Mi aspetto che la Città Metropolitana, dato che avrà sempre l’ultima parola, possa sdoganare questa situazione e possa concedere l’ingresso ai taxisti di queste due cittadine», conclude Gambino.

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