BORGOFRANCO D'IVREA - Mercoledì 10 settembre 2025, il sindaco di Borgofranco d’Ivrea, Fausto Francisca, è stato ascoltato in sede di Commissione del Consiglio Regionale del Piemonte per discutere dei problemi di viabilità della zona e della realizzazione della variante di tracciato della strada statale 26. «La situazione della viabilità a Borgofranco d’Ivrea deve avere una risposta, per questo – ha affermato il presidente della seconda Commissione, Mauro Fava – ci faremo portatori di questa esigenza per attuare gli interventi necessari al territorio con la Giunta regionale».
Il sindaco di Borgofranco, che era accompagnato dall’assessore Gabriella Gedda, rispondendo anche dalle domande del consigliere Alberto Avetta e dello stesso presidente Fava, ha spiegato tutte le criticità che si trascinano ormai da decenni. «C’è un progetto di fattibilità di Anas sulla variante della strada statale 26 a Borgofranco e nel 2019 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa per realizzare questa variante di tracciato della SS 26, le altre opere di viabilità necessarie e la soppressione dei passaggi a livello. Attualmente Rfi è disposta a realizzare i sovrappassi e chiede a che punto sia la realizzazione della circonvallazione - ha spiegato il primo cittadino canavesano - Purtroppo è al punto di partenza, perché manca il progetto esecutivo. Sarebbe, tuttavia, importante fare almeno uno dei due sovrappassi previsti dal progetto, quello a nord di Borgofranco. Questo perché servirebbe la zona industriale dove ci sono due aziende che hanno 750 dipendenti. Le strade all’interno del paese sono ancora quelle dell’800 e continuano ad essere attraversate da mezzi che superano le 40 tonnellate, oltretutto la portata dei ponti è molto inferiore. Ci vuole una soluzione che colleghi la sponda destra e sinistra della Dora Baltea e si dovrebbe anche aprire un casello autostradale leggero a Baio Dora, per il quale basterebbe costruire una strada lunga 300 metri».
Il protocollo d’intesa è stato sottoscritto dalla Regione Piemonte, la Città Metropolitana di Torino, Rfi, Anas, Borgofranco d’Ivrea e gli altri Comuni della zona. «Oggi in II Commissione abbiamo ascoltato il grido di dolore del sindaco di Borgofranco d’Ivrea, Fausto Francisca - ha commentato il consigliere regionale del Pd, Alberto Avetta - Borgofranco, insieme ai Comuni interessati dalla strada statale 26, vivono una situazione di emergenza continua. La cronaca è allarmante. Dalla frana di Quincinetto, che incombe sulla A5 (e quando chiude l’autostrada scoppia il caos) al futuro incerto della linea ferroviaria Aosta-Ivrea-Torino. Abbiamo preso atto che non vi è nessuna certezza sui fondi destinati al progetto della circonvallazione di Borgofranco. Con rammarico costatiamo che le condizioni per la nuova concessione autostradale avrebbero potuto essere misurate sulle esigenze concrete dei singoli territori ma così non è stato. Si sarebbe potuto prevedere almeno la realizzazione dei nuovi caselli di San Bernardo e di Baio Dora. È stata buttata al vento un’opportunità che non si ripeterà a breve».
«E poi ci sono seri dubbi sul concreto interesse della Regione Piemonte sul servizio ferroviario locale - aggiunge Avetta - da anni assistiamo alla determinazione politica con cui la Valle d’Aosta si occupa legittimamente dei propri cittadini, il cui interesse è collegare Aosta e Torino nel più breve tempo possibile. Per questo è indispensabile che il Piemonte investa seriamente sulla tratta regionale da Carema a Chivasso, valorizzando le fermate intermedie in Canavese. E chi se ne deve occupare se non la Giunta Cirio? Ivrea e il Canavese hanno assoluto bisogno di un collegamento metropolitano con Torino. In questi anni il servizio ferroviario è stato del tutto scadente - lo denunciamo ogni settimana - e non registriamo alcuna volontà di invertire la marcia. Cosa devono ancora dire e fare gli amministratori e le imprese del territorio per far maturare la consapevolezza che la tratta locale è indispensabile per ancorare lo sviluppo del Canavese anche alla crescita di Torino?».






