CANAVESE - Il passaggio di proprietà di Carrefour Italia coinvolge direttamente anche il Canavese dove sono presenti diversi market della nota catena francese. Dall'ipermercato di Burolo (nella foto) ai Carrefour Express sparsi in diversi Comuni della nostra zona. Dodici in tutto per un totale di oltre 300 addetti. Cgil, Cisl e Uil esprimono forte preoccupazione rispetto alla decisione annunciata da Carrefour Italia di procedere alla cessione di tutta la rete presente sul territorio italiano ad altro soggetto imprenditoriale. Decisione che sull’area metropolitana torinese riguarda circa 3000 dipendenti compresi i lavoratori in appalto, suddivisi tra 13 Ipermercati, 12 market, 3 Cash and Carry a gestione diretta e 26 Express già in franchising (gestiti da imprenditori diversi).
«Per l’ennesima volta una multinazionale francese decide di abbandonare il mercato italiano per mere operazioni finanziarie - dicono i sindacati - denunciamo con forza l’assenza di trasparenza e di un percorso condiviso che avrebbe dovuto prevedere un coinvolgimento attivo delle rappresentanze sindacali, che ha portato all’apertura dello stato di agitazione a livello nazionale. Invece l’azienda ha scientemente nascosto l’operazione sin dalle prime fasi, mantenendo il silenzio fino a decisione già assunta, un comportamento grave e irresponsabile che mostra il totale disinteresse nei confronti delle Lavoratrici e dei Lavoratori e delle parti sociali».
«Riteniamo comunque che tale operazione non può e non deve avere negative ricadute sociali umane e professionali su chi da anni contribuisce con il proprio lavoro al funzionamento e alla crescita dell’azienda, le Lavoratrici e i Lavoratori pertanto dovranno mantenere l’attuale occupazione e i diritti acquisiti dal punto di vista economico e normativo. Attendiamo gli sviluppi della trattativa a livello nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e su tale esito Filcams, Fisascat e Uiltucs vigileranno e si adopereranno con tutti i mezzi a disposizione a partire dalla richiesta di un tavolo di confronto con le istituzioni locali al fine di rappresentare e di sensibilizzare le stesse, rispetto alle ricadute occupazionali che questa operazione potrebbe causare sul territorio».
Per i sindacati l'obiettivo, anche con il cambio di proprietà, è quello di salvaguardare tutte le sedi, anche in quelle in appalto o in franchising, così come tutti i posti di lavoro.








