Duemila coltivatori, provenienti da tutto il Canavese e dalla provincia si sono dati appuntamento domenica scorsa ad Usseglio per il 57° raduno montano, organizzato da Coldiretti, la più importante associazione di categoria.  Dopo la messa, celebrata da Giuseppe Cocchi, assistente ecclesiastico provinciale è intervenuto il presidente nazionale, nonché provinciale e regionale del Piemonte, Roberto Moncalvo: «Quest’anno la situazione per il comparto agricolo è complicata. Il maltempo ha flagellato tante aree della provincia. Un altro problema riguarda il valore ridotto di tante produzioni agricole che sono vendute a prezzi addirittura inferiori ai costi di produzione».
 
Allarme rosso per il grano tenero, per il riso, cosi come per pesche e nettarine. Effetti di una globalizzazione che non tiene conto dei reali costi di produzione, della manodopera e della qualità che sono differenti nei vari paesi. «Le produzioni made in Italy, di qualità, garantiti da un alto livello di sicurezza alimentare sono pagati allo stesso modo di quelle che arrivano da Paesi dove si sfrutta la manodopera, non si è troppo rispettosi dell’ambiente e si consente l’utilizzo di prodotti chimici che mettono a rischio la salute dei consumatori».
 
Un accenno poi al nuovo Psr, Programma di sviluppo rurale: «Siamo nelle settimane cruciali, in cui vengono inviate a Bruxelles le prime bozze del Psr - ha chiarito Moncalvo -. Coldiretti lavora per ottenere un nuovo Psr semplice ed efficace per le imprese. Per la nostra Regione sono disponibili un miliardo di euro di risorse che dobbiamo spendere facendo attenzione ai nostri territori». E ha proseguito ancora: «Del Governo Renzi stiamo apprezzando un bel cambio di passo nei confronti del settore agroalimentare. Un'attenzione che abbiamo saputo cogliere anche nel ministro dell’agricoltura Maurizio Martina».

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