«Per la seconda volta il Piemonte non beneficerà di contributi statali per interventi di messa in sicurezza degli edifici e del territorio. Come se non bastasse la beffa del primo bando, del quale hanno potuto beneficiare solo due Comuni piemontesi, apprendiamo con stupore e rammarico che il Piemonte è sempre più isolato. Tutti i Comuni piemontesi sono esclusi dalla seconda graduatoria del Viminale. È una situazione intollerabile, che deve essere rivista».

Così il presidente di Anci Piemonte, Alberto Avetta, e il vicepresidente Gianluca Forno, coordinatore Piccoli Comuni e Unioni di Comuni dell’associazione, dopo l’annuncio del decreto, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che individua gli Enti beneficiari del contributo, per gli interventi di cui all’art.1 comma 853 e seguenti della legge n. 205 del 27.12.2017.

«È inammissibile che, nonostante le nostre ripetute e insistenti richieste di intervento, ancora una volta vengano esclusi dalla graduatoria tutti i Comuni meritevoli, tra cui quelli piemontesi. E non è nemmeno concepibile che in cima alla graduatoria figurino enti che, per responsabilità o circostanze sulle quali non intendiamo minimamente sindacare, hanno maturato nel tempo disavanzi milionari. Riteniamo che i Comuni virtuosi vadano premiati e faremo sentire la nostra voce in ogni sede. Altrimenti, di questo passo, anche il terzo bando ci riserverà brutte sorprese. I sindaci non ci stanno, il governo riveda la situazione al più presto», concludono Avetta e Forno.

«Vengono infatti premiati, come stabilito nella legge di bilancio 2018, i Comuni con maggior disavanzo, dove dunque le Amministrazioni hanno gestito nel peggior modo possibile la cosa pubblica. Dato che i Comuni piemontesi sono virtuosi, nessuno accede ai 300 milioni di euro di risorse», spiegano dall'Uncem Piemonte. «La soluzione è una sola, rivedere tutto il sistema. 300milioni di euro non sono noccioline. Occorre finanziare progetti veramente utili, andando nel merito delle valutazioni e degli impatti delle opere pubbliche sui territori. A oggi non è assolutamente così. E l'esclusione del Piemonte ne è la prova», aggiunge il Presidente della Delegazione piemontese Lido Riba.

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