CANAVESE - Cgil, Cisl e Uil lanciano l'allarme per i lavoratori della ristorazione, dei servizi commerciali e del turismo. In Canavese ci sono già un centinaio di persone in cassa integrazione. «La mediazione trovata con il Governo Draghi sul blocco dei licenziamenti mette in sicurezza i nostri settori almeno fino a fine anno, la vera scommessa per il nostro territorio sarà come da settembre a fine anno verranno utilizzate le settimane di cassa integrazione Covid concesse gratuitamente», dicono Michele Racanelli, Dario Battuello e Francesco Sciarra rispettivamente di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.

«Se prendiamo come esempio il settore della ristorazione collettiva, non solo duramente colpito dal confinamento Covid, ma ulteriormente colpito dai processi di informatizzazione delle imprese, che sempre più hanno utilizzato lo strumento dello smartworking, questo ha generato un netto risparmio a 360° per le aziende. Un dato di fatto, che con questa scelta organizzativa anche oggi che siamo in zona bianca, piega il settore e costringe le aziende a mettere in cassa integrazione il personale delle mense aziendali, delle portinerie, della vigilanza, del facchinaggio e delle pulizie. Lavorare da casa produce solo ricchezza e risparmio per le aziende e questo territorio per la sua storia, per la sua cultura lavorativa, patisce enormemente questa scelta, oggi contiamo un centinaio di persone in cassa integrazione, solo per la scelta organizzativa di tre/quattro aziende del Canavese».

Ancor più pesante, secondo i sindacati, la situazione dell’indotto del piccolo esercizio di vicinato. «Questa è solo una delle casistiche che mette in preoccupazione le segreterie territoriali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, che non vedono oggi nessun segnale tangibile, né dalle forze politiche, né dalle associazioni datoriali di intavolare una discussione ampia e analitica per non doverci trovare nel 2022 in uno scenario di incremento della disoccupazione. Noi siamo pronti al confronto e siamo disponibili a discutere l’utilizzo di tutti gli strumenti formativi per l’aggiornamento del personale in questi mesi in cui per emanazione del Governo abbiamo ancora mesi di respiro».

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