CANAVESE - La politica regionale prenda una posizione chiara e netta in difesa dell'ospedale di Cuorgnè, punto di riferimento della sanità dell'intero alto Canavese. Lo chiedono i sindaci Giovanna Cresto (Cuorgnè), Pasquale Mazza (Castellamonte), Alberto Rostagno (Rivarolo Canavese), Bruno Riva (Pont Canavese), Piero Rolando Perino (Prascorsano e Presidente dell'Unione Montana della Val Gallenca), Marco Bonatto Marchello (Frassinetto e Presidente dell'Unione Montana Valli Orco e Soana) e Silvio Varetto (Alpette e Presidente dell'Unione Montana Gran Paradiso).

Hanno fatto fronte comune per ottenere dalla Regione Piemonte azioni e risposte concrete in merito all’attesa riapertura del Pronto soccorso di Cuorgnè e sul mantenimento e potenziamento del nosocomio. Dai palazzi municipali dei Comuni dell’alto Canavese arriva un «no» secco ad ulteriori tagli e chiusure in materia di sanità locale.

«Il periodo che stiamo affrontando ha messo in luce la situazione preoccupante della sanità territoriale, deprivata per anni di risorse economiche ed umane, resa fragile da scelte non oculate, ora visibili da tutti. Siamo molto preoccupati per la sospensione temporanea di alcune attività ambulatoriali ed ospedaliere, seppure consapevoli che alcune siano collegate alle criticità del momento – spiegano i primi cittadini canavesani - Il rischio che evidenziamo da tempo è la trasformazione di sospensioni temporanee in chiusure definitive, a discapito di una pianificazione politica sul territorio che dovrebbe preservare la sanità e il suo carattere universale, pubblico ed inclusivo».

«Come Amministratori del territorio abbiamo più volte avuto confronti, anche recenti, con la Direzione Generale Asl TO 4 che ringraziamo per la disponibilità e con la quale intendiamo proseguire, instaurando una collaborazione continuativa. Abbiamo appreso le azioni che si stanno compiendo per il reclutamento di personale, per la possibile riapertura del Pronto Soccorso di Cuorgnè e per far fronte alle problematiche che, di volta in volta, segnaliamo noi stessi alla Direzione. Sappiamo che si sta lavorando in tal senso – aggiungono i sindaci dei Comuni dell’alto Canavese - Ma al di là del contributo dirigenziale e tecnico, la politica ha la sua responsabilità e ricopre un ruolo fondamentale di indirizzo e di programmazione, soprattutto a livello regionale. A fronte quindi di una interminabile chiusura del Pronto Soccorso di Cuorgnè, dei sacrifici a cui è stato sottoposto tale Presidio Ospedaliero e delle continue sospensioni dei servizi, chiediamo una chiara e verificabile presa di posizione regionale su quali saranno le indicazioni in merito».

«Sappiamo che il momento è critico ma proprio per questo è necessario occuparsi di una riorganizzazione che metta al centro il personale e la sua valorizzazione, un capitale del quale non si può fare a meno, così come questa pandemia ci ha ben ricordato – concludono gli amministratori canavesani - Attendiamo quindi risposte concrete e realistiche, nel rispetto di tutti i cittadini canavesani e degli operatori sanitari».

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