Uncem ha apprezzato l'impegno e le proposte dell'Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta - assieme al suo staff e a tutta la Direzione Sanità regionale, con tutte le Asl - per ridefinire l'organizzazione sanitaria nelle aree montane. Una delegazione di Amministratori locali piemontesi ha incontrato l'Assessore nella mattinata di oggi a Torino. A promuovere l'incontro, i vertici di Uncem e Anci Piemonte. "Prosegue il lavoro per individuare soluzioni a problematiche in aree definibili 'a fallimento di mercato' - afferma Lido Riba, Presidente Uncem Piemonte - per garantire più risorse economiche e umane, all'interno di una nuova moderna organizzazione dei servizi alle comunità che devono percepire sicurezza e opportunità maggiori nelle valli alpine e appenniniche".
 
Saitta ha confermato l'impegno nel mettere in campo premialità per i medici di base che scelgono di aprire studi e servizi nelle zone montane, in accordo con gli Enti locali. Positiva l'attivazione di nuove borse di studio per la specializzazione in medicina di base, nonché la disponibilità di risorse per costruire elisuperfici nei Comuni montani, grazie a piani costruiti con le Unioni montane. "Le 'case della salute' - continua Riba - hanno dato positivi risultati, assieme agli 'infermieri di comunità' e altre soluzioni organizzative, nate peraltro da sperimentazioni avviate grazie alla Strategia nazionale Aree interne o da altri progetti europei. Riorganizzare i servizi pubblici prevede di rafforzare quanto esiste ma anche di invertire paradigmi che, stante i numeri, indurrebbero i più a smobilitare, a togliere invece di ripensare, riorganizzare, con investimenti, idee, scelte chiare a difesa di tutti i cittadini. Certamente telemedicina e teleassistenza, frutto dell'Agenda digitale regionale, potranno aiutarci. Ma di certo, dobbiamo mantenere sui territori una presenza qualificata e diffusa di medici di base, oltre ai servizi di 118 per le emergenze".
 
“Consolidare l’equilibrio tra le potenzialità delle grandi aree urbane e quelle dei Comuni montani e rurali. E’ una delle sfide fondamentali che attendono il Piemonte nei prossimi anni. In una regione con caratteristiche geomorfologiche particolari come la nostra, chi sceglie di vivere nelle zone più disagiate ha forse qualche diritto in più perché rappresenta un presidio per il territorio”. Così il presidente di ANCI Piemonte, Alberto Avetta, a margine dell’incontro odierno sulla carenza di medici di famiglia e pediatri. 
 
“Di fronte a un fenomeno di dimensioni molto vaste, che interessa l’intero territorio nazionale, la Regione ci ha chiesto una mano. Non posso che ringraziare l’assessore per l’attenzione dimostrata nei confronti di un tema particolarmente caro ai Sindaci. Per quanto ci riguarda, collaboreremo affinché si trovi presto una soluzione al problema. Ben vengano dunque gli incentivi nell’ambito di un patto operativo tra Regione, Comuni e sindacati dei medici, allo scopo garantire il presidio delle aree periferiche e montane. Ricordo che, in Piemonte, i piccoli Comuni sono 1066 su un totale di quasi 1200. Ho ragione di ritenere che la nostra sia una delle regioni più sensibili al problema”, conclude Avetta.

Galleria fotografica

Articoli correlati