Mercoledì 21 marzo l'Anpci e le province piemontesi hanno fatto mancare il numero legale per il parere al disegno di Legge sulla Montagna, stralciato della parte riguardante gli ambiti ottimali. Ambiti ottimali con i quali la Regione mira a suddividere il territorio con il conseguente accorpamento dei piccoli Comuni. Un progetto contro cui l'Anpci si è sempre fortemente opposta. Analogo destino ha avuto la riunione dell’Ufficio di Presidenza del Cal convocato ieri in mattinata.

Infine, sempre ieri mattina, lunedì 25 marzo, l'assessore regionale Valmaggia ha portato all'attenzione del consiglio un emendamento alla lr 1/2018 che riforma la gestione dei rifiuti. Emendamento che prevedeva un'accelerazione nella costituzione del consorzio unico regionale (e di conseguenza di quelli provinciali).

Grazie alla presenza della Presidente Franca Biglio, del Presidente dell'Anpci della Città Metropolitana di Torino Franco Cominetto e di sette sindaci piemontesi di piccoli comuni si è ottenuto un incontro con l'assessore stesso per rappresentargli le incongruenze della nuova legge e le ricadute negative. L'emendamento è stato respinto in aula per l'azione di tre consiglieri regionali di minoranza. «Due vittorie per l'Anpci sul fronte della difesa dei piccoli comuni piemontesi».

Nella foto i sindaci Valerio Camillo Grosso, Montalenghe, Giambattista Chiono, Busano, Franco Cominetto, Burolo, Massimo Ottogalli, Settimo Rottaro, Leonardo Vacca, Oglianico, Sergio Bartoli, Ozegna.

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