Buon compleanno Repubblica! Settant’anni fa gli italiani venivano chiamati a scegliere attraverso un referendum l’ordine dell’Italia da poco liberata. Un referendum storico, che ha posto la fine della monarchia ed ha portato alla creazione dell’Assemblea costituente che in due anni di intenso lavoro ha dato al Paese la sua Costituzione. Una data che segna una delle prime conquiste civili, che ha visto votare per la prima volta le donne, elettrici ed elette della nuova Italia. 
 
Anche allora, il Canavese fece la sua parte, come abbiamo ricostruito grazie a ritagli d’epoca ed all’archivio della Prefettura. Allora il Canavese si trovava prevalentemente sotto la Circoscrizione Torino-Novara-Vercelli, e nella sola Provincia di Torino si recarono alle Urne 891.522 persone su 990.363 aventi diritto, una percentuale record 90%. Alla fine lo spoglio si concluse con 489.290 voti per la Repubblica e 350.883 a favore della monarchia, 40.601 schede bianche e 51.349 schede nulle. Una decisione non scontata come dimostrano i dati di alcuni comuni. 
 
A IVREA su 11.540 iscritti, votarono 10.849 eporediesi. 5.749 per la Repubblica (il 55,58%). 4.595 per la monarchia (il 44,42%). LUGNACCO in Valchiusella è stato il Comune più repubblicano: dei 361 votanti, 330 votarono per la Repubblica (pari al 95,1%) e solo 17 votarono per la Monarchia. Subito dietro anche ALPETTE: dei 382 votanti, l'87,98% scelse la Repubblica (322). Tra i più repubblicani anche SPARONE, in valle Orco, dove su 849 aventi diritto, 561 scelsero la Repubblica (80,49% del totale). Il voto nella provincia di Torino, invece, è forse quello che meglio si presta a una lettura secondo lo schema "classico" che attribuisce una maggior propensione al voto per la repubblica agli abitanti dei grandi centri industriali. Può essere ad esempio interessante notare come a Torino con la sua immediata cintura e alla zona industriale che si estende verso Chivasso, dove le percentuali di voto repubblicano furono fra il 55 ed il 65 % (con punte anche del 70 o del 76% come a Collegno), si contrapponesse l'altra parte della provincia generalmente monarchica
 
«Il 2 giugno 1946, con il referendum istituzionale, prima espressione di voto a suffragio universale di carattere nazionale, le italiane e gli italiani scelsero la Repubblica, eleggendo contemporaneamente l'Assemblea costituente che, l'anno successivo, avrebbe approvato la carta costituzionale, ispirazione e guida lungimirante della rinascita e, da allora, fondamento della democrazia italiana - ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarelloa - i valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini e rispetto dei diritti di ognuno e dei popoli sono, ancora oggi, il fondamento della coesione della nostra società ed i pilastri su cui poggia la costruzione dell'europa. Dalla condivisione di essi nasce il contributo che il nostro paese offre con slancio, convinzione e generosità alla convivenza pacifica tra i popoli ed allo sviluppo della comunità internazionale». (N.a.)

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