CANAVESE - «Il sindaco ordina a tutta la cittadinanza, su tutto il territorio comunale, con decorrenza immediata e sino al termine della criticità idrica che sarà comunicata con revoca della presente ordinanza, il divieto di prelievo e di consumo di acqua potabile per:
• l’irrigazione ed annaffiatura di orti, giardini e prati;
• il lavaggio di aree cortilizie e piazzali;
• il lavaggio di veicoli privati;
• il riempimento di fontane ornamentali, vasche da giardino, piscine, anche se dotate di impianto di ricircolo dell’acqua;
• tutti gli usi diversi da quello alimentare, domestico ed igienico.

Invita la cittadinanza ad un uso razionale e corretto dell’acqua potabile, riconoscendo la massima importanza della collaborazione attiva di tutti i Cittadini».

E' il testo dell'ordinanza che venti Comuni del Canavese hanno adottato in queste ore contro la crisi idrica. Per far fronte a questo eccezionale (e drammatico) momento di siccità è molto probabile che altri sindaci adotteranno analogo provvedimento amministrativo che, tra l'altro, prevede in molti casi, per i trasgressori, multe fino a 500 euro. 

Al momento hanno adottato l'ordinanza Barbania, Borgomasino, Carema, Castellamonte, Castelnuovo Nigra, Colleretto Giacosa, Feletto, Forno Canavese, Lusigliè, Oglianico, Ozegna, Pertusio, Pont Canavese, Prascorsano, Rueglio, Settimo Vittone, Torre Canavese, Traversella, Valperga e Val di Chy. In altri Comuni, come Vische, Montalenghe, Barone, Banchette, Caselle e Mappano, i sindaci per ora hanno diffuso solo avvisi alla popolazione chiedendo un uso intelligente della risorsa per limitare gli sprechi.

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