I consiglieri regionali della Lega eletti in Canavese, Andrea Cane, Mauro Fava e Claudio Leone hanno partecipato martedì sera ad un incontro a Pertusio con allevatori e agricoltori locali. Tema dell’appuntamento, la proliferazione indiscriminata delle specie selvatiche, su tutti i cinghiali, che mettono a repentaglio le colture. 

«Purtroppo scontiamo cinque anni di provvedimenti che hanno limitato le possibilità di contenimento degli ungulati: basti pensare che la legge regionale del 2018 è la più restrittiva d’Italia per quanto riguarda le operazioni venatorie volte all’abbattimento selettivo dei capi – commenta il consigliere rivarolese Leone – la giunta regionale, con la delibera del 2 agosto, ha concesso la possibilità, alla Città Metropolitana e alle Province, di estendere il periodo di caccia selettiva, che è fondamentale, visto che rappresenta circa il 93% degli abbattimenti annui di cinghiali. In secondo luogo, è stata approvata una variazione di bilancio ad hoc per saldare gli arretrati agli agricoltori che ancora attendono il pagamento dei danni subiti dal 2015 ad oggi».

«Sono trascorsi due mesi e ancora la Città Metropolitana, che ha la competenza sull’attività venatoria, non l’ha recepita – aggiunge Claudio Leone – è evidente che si ragiona ancora in base ad una visione distorta dell’ambientalismo, che non tiene in nessun conto gli sforzi e i sacrifici pagati dai nostri coltivatori e che criminalizza ingiustamente la caccia. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, visto che negli ultimi tre anni il numero di cinghiali è aumentato esponenzialmente e con essi le devastazioni a campi e coltivazioni. Non solo, ma nel giro di pochi anni ci troveremo di fronte anche all’emergenza lupi, i cui branchi stanno crescendo visibilmente».

«Sono tanti i problemi irrisolti che abbiamo trovato al nostro insediamento, in tutti i settori – affermano in conclusione Cane e Fava – per quanto riguarda l’ambiente non possiamo che riscontrare come negli ultimi anni sia prevalsa un’ottica demagogica di ambientalismo fine a se stesso. E’ giusto che il lupo abbia il suo habitat per vivere e riprodursi, ma è altrettanto necessario tutelare l’uomo».

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