CAREMA - Venerdì 4 settembre sotto un ampio tendone nel complesso sportivo di Pomaretto amministratori locali, tecnici e appassionati di escursionismo e di camminate slow hanno partecipato all’incontro organizzato dalla Città metropolitana di Torino e dal Comune di Pomaretto per la presentazione di alcuni risultati del progetto della Strada dei Vigneti Alpini. Nell’incontro, organizzato nell’ambito della manifestazione “Vini all’insù”, si è parlato in particolare del censimento dei sentieri che attraversano i suggestivi vigneti delle vallate alpine e delle zone collinari torinesi. Il censimento prevede l’individuazione e la segnalazione di percorsi sui fianchi coltivati delle montagne e sulle colline moreniche, accompagnata dalla creazione di punti di accoglienza per i turisti e gli escursionisti, che diventano strumenti di trasmissione di una cultura rurale che offre prodotti enologici apprezzati e di qualità.

I sindaci di Pomaretto e Carema, partner del progetto Strada dei Vigneti Alpini, partecipano alle iniziative promosse dalla Città metropolitana e sono promotori di opere che favoriranno la conoscenza delle produzioni enologiche locali, delle tradizionali tecniche di coltivazione della vite sui ripidi versanti rocciosi e dei vitigni caratteristici e unici che vi si coltivano. I vigneti alpini sono luoghi di produzione ma anche espressioni della cultura materiale e spirituale delle popolazioni montane. I percorsi, delineati grazie alle segnalazioni dei Comuni, riguardano anche altri territori. Complessivamente ne sono stati individuati e descritti 14 tra Valle di Susa (a Chiomonte e Giaglione), Pinerolese (a Bricherasio oltre che a Pomaretto) e diverse zone del Canavese.

Alcuni itinerari sono facili, alla portata di tutti, altri più impegnativi, riservati a escursionisti o ciclisti amanti della mountain bike. Nel complesso i tracciati offrono un ampio ventaglio di immagini della viticoltura e dei paesaggi rurali, punteggiati da tanti elementi costruiti dall’uomo nel corso dei secoli: naturalmente i muretti a secco, i pilùn e i ciabòt, ma anche i ruderi di castelli o di un antico villaggio, chiesette, antiche fontane e lavatoi, ponticelli, mulattiere acciottolate o lastricate, architetture civili secolari, i resti di opere singolari quali mulini e una fornace da calce. In ogni zona l’uomo ha espresso la propria sapienza costruendo un paesaggio che è continuamente diverso e singolare.

L’appuntamento nell’ambito di “Vini all’insù” è stato un momento di confronto e di condivisione delle molte progettualità presenti nei territori interessati alla Strada dei Vigneti Alpini, ispirate dalla volontà di mantenere, valorizzare ma anche ripristinare le attività agricole, per assicurare vitalità ai territori montani e un’economia sostenibile, sia per iniziativa delle amministrazioni pubbliche, sia grazie all’intraprendenza di privati lungimiranti e infaticabili.

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