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CASELLE - Il potenziale «matrimonio» tra la società che gestisce gli scali milanesi di Malpensa e Linate e la Sagat di Torino, che si occupa dell'aeroporto di Caselle, ha scatenato le vivaci reazioni del mondo della politica regionale e nazionale. La notizia di una potenziale integrazione societaria e operativa tra Sea e Sagat, con l'obiettivo di far nascere un maxi-polo aeroportuale del Nord-Ovest da oltre 900 milioni di fatturato e 47,3 milioni di passeggeri, è stata commentata dall'onorevole Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte.

«Operazioni di concentrazione societaria nella gestione degli scali aeroportuali si rendono necessarie per molte ragioni, alcune validissime. Con una premessa per quanto riguarda l’idea di arrivare a un’integrazione fra Caselle, Linate e Malpensa: non può essere un’operazione puramente finanziaria, anche se a riceverne benefici fossero tutti gli azionisti - spiega Daniela Ruffino - Alcuni paletti sono invalicabili per Azione. Eccone alcuni: non trovo accettabile fare di Caselle lo scalo riservato in via esclusiva alle compagnie low cost mentre ai vettori di bandiera si riservano gli aeroporti di Malpensa e Linate. È assolutamente indispensabile valutare la giusta distribuzione sul territorio dei vantaggi derivanti dalla fusione».

«Se la fusione è il primo atto di un’operazione che mira a integrare il vecchio triangolo industriale, quindi comprendendo anche Genova, è il caso di riconsiderare la presenza di soggetti pubblici da affiancare agli azionisti privati. Il Comune di Milano è presente nell’azionarito di Sea, il Comune di Torino è uscito tempo fa da Sagat - conclude Daniela Ruffino - Questa circostanza potrebbe portare a squilibri gestionali poi difficilmente ricomponibili. Sì proceda pure, avendo cura però di non trascurare le possibili ricadute negative a causa di una maldestra gestione dell’operazione».