Dopo i vigili del fuoco, l'Arpa, i carabinieri del Noe e la procura di Ivrea, toccherà anche alla prefettura di Torino occuparsi della discarica di Vespia. L'amministrazione comunale di Castellamonte, infatti, ha chiesto al prefetto l'apertura di un tavolo tecnico urgente per capire cosa succederà, adesso, all'enorme montagna di spazzatura tra le frazioni di Campo, Muriaglio e Preparetto. Ora che, dopo l'ennesimo allarme ambientale lanciato dai residenti, è chiaro che la situazione è davvero pericolosa.
 
«E' necessario sedersi tutti allo stesso tavolo - dice il vicesindaco di Castellamonte, Giovanni Maddio - Comune, Città metropolitana, Arpa e azienda che gestisce la discarica. Alcune superficialità sono evidenti. Questa situazione va chiarita in fretta. Solo la prefettura, in questo momento, può convocare tutti allo stesso tavolo. Il Comune, purtroppo, non ha grosse possibilità di intervento». Al momento la discarica è gestita dalla ditta Agrigarden che ha acquisito il ramo discarica dal fallimento dell'Asa. E' quindi possibile che possa essere richiamata al tavolo anche la procedura fallimentare dell'ex consorzio pubblico, dal 2010 nelle mani dell'avvocato Stefano Ambrosini.
 
«Il Comune, come detto, non ha grossi margini di manovra - ribadisce l'assessore all'ambiente - è chiaro che sono gli enti superiori a dover intervenire. Al momento la discarica è ancora sospesa. Domenica si è manifestata ancora una volta la superficialità di chi gestisce l'impianto ma, allo stato attuale, bisogna verificare se ci sono strade alternative da percorrere. E' una decisione che l'amministrazione comunale, da sola, non può prendere».

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