Galleria fotografica

CASTELLAMONTE - Chiude un’altra filiale bancaria nel nostro territorio. Si tratta di un fenomeno che caratterizza, purtroppo, ormai da anni il Canavese. Il Piemonte, da questo punto di vista, è una delle maglie nere in Italia con (secondo i dati forniti da Uncem nel 2024) quasi il 14 % della popolazione che vive in aree dove non ci sono più agenzie bancarie. La smobilitazione è un problema che ha toccato da poco anche Castellamonte.

A darne notizia, criticando con forza e fermezza quanto avvenuto, è stato lo stesso sindaco della città della ceramica, Pasquale Mazza, durante l’ultimo consiglio comunale andato in scena prima di Natale a palazzo Antonelli: «La chiusura degli sportelli bancari è una criticità che ci riguarda ultimamente da vicino. Non è accettabile, specie se questa avviene senza essere preventivamente comunicata all’amministrazione comunale come successo da poco in città con la filiale della Banca di Novara. E’ una vergogna vedere come le banche, che stanno aumentando i loro profitti, poi chiudano i loro sportelli nei paesi e nelle città di provincia, privando i loro cittadini, specie quando si tratta di persone anziane o con difficoltà negli spostamenti, di un servizio importante».

«Per loro è una mera una operazione contabile, di mera razionalizzazione dei costi. Non vi è nessuna considerazione, in queste decisioni, della complessità di territori come il Canavese e soprattutto delle conseguenze connesse alla smobilitazione di servizi – conclude il sindaco, Pasquale Mazza - Sono preoccupato. La Banca di Novara ha già chiuso i battenti e ci sono rumors che lo stia per fare anche la San Paolo. Spero non sia così. Ho segnalato questa problematica alle nostre istituzioni superiori, che nulla però sono riuscite a fare. Non va bene. L'abbandono dei territori non è accettabile. Ho ritenuto giusto dirlo con molta chiarezza e fermezza durante l’ultimo consiglio comunale».