Il Comitato Tutela Territorio e Ambiente di Campo e Muriaglio fa sul serio. Visto che la discarica di Vespia continua ad essere un problema e alcuni cittadini della zona hanno venduto i loro terreni alla base della montagna di spazzatura dove verrà realizzata un'area deposito provvisoria, il comitato passa alla fase 2. Non solo sensibilizzazione tra la popolazione, ma anche azioni concrete. La prima è un'azione civile in tribunale per chiedere la nullità dell'autorizzazione integrata ambientale. La seconda è la costituzione di parte civile nelle inchieste penali (al momento in corso) destinate a finire in tribunale per arrivare alla confisca della discarica. 
 
Dagli atti recuperati dal comitato, infatti, sarebbero emerse diverse inadempienze nella realizzazione stessa della discarica, oltre che nella sua fallimentare gestione. «A febbraio veniamo a sapere in via del tutto ufficiosa che la nuova società gestrice della discarica di Vespia, Agrigarden Ambiente, è interessata all’acquisto di terreni siti sul perimetro della recinzione della discarica stessa - fanno sapere dal comitato - questa volta abbiamo deciso di non piegarci: andremo fino in fondo». Il comitato, nato a marzo, vede adesioni da entrambe le frazioni vicine al sito discarica, nonchè da parte di un volto conosciuto sulla scena politica castellamontese, «al quale noi abbiamo chiesto partecipazione e aiuto principalmente per la sua variegata esperienza in uffici amministrativi Regionali e Provinciali, nonchè per la disponibilità e la passione che lo caratterizzano quando si tratta di perseguire lo scopo di una buona causa: l'architetto Arturo Bracco».
 
In questi primi mesi i membri del comitato hanno ripetutamente chiesto e ottenuto l'accesso agli atti del Comune di Castellamonte, dell'ex provincia e della Regione Piemonte per ricostruire l'intero quadro normativo e urbanistico all'interno del quale si è giocata, fin qui, la partita sulla discarica di Vespia. Di problematiche, senza scomodare gli aspetti gestionali, ne sono emerse diverse anche solo sul rispetto del progetto originale. Basterà questo a bloccare la discarica per ottenerne la chiusura? «Lavoriamo per la salvaguardia dell'ambiente e della salute pubblica», affermano da Campo e Muriaglio.

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