La discarica di Vespia non chiuderà e la sua eventuale bonifica non sarà gestita dal Ministero dell'Ambiente. Il viaggio a Roma del sindaco di Castellamonte, Pasquale Mazza, non si è concluso nel migliore dei modi. Specie per il Comune che sperava, in qualche modo, di risolvere un problema decisamente pesante per la città e per le frazioni vicine alla discarica. Problema, tra l'altro, che si trascina ormai da anni e che è stato uno dei punti di discussione determinanti nel corso della campagna elettorale dello scorso anno.

«Dopo le amministrative uno dei primi argomenti affrontati dall'amministrazione sono stati i vari problemi ambientali che incombono sul territorio comunale - dice Pasquale Mazza - uno di questi è la criticità in cui versa la discarica di Vespia. Abbiamo fatto diverse riunioni in Città metropolitana ed una in prefettura, tutte senza soluzione alcuna, confermando le nostre preoccupazioni per la salute dei cittadini». In particolare per i residenti di Campo, Muriaglio e Preparetto, le tre frazioni di Castellamonte che si trovano proprio a ridosso della massa di spazzatura.

Lo scorso 23 aprile, Mazza è quindi volato a Roma, al Ministero dell'Ambiente, «come da impegno preso durante la campagna elettorale», per capire le eventuali possibilità di intervento da parte dello Stato. Mazza ha avuto la conferma che le possibilità, in questo momento, stanno a zero. «Su mia specifica richiesta su una eventuale chiusura del sito con gestione post-mortem a carico del dipartimento è emerso che il dicastero non ha competenza specifica e che l'autorità deputata a decidere su tutti gli aspetti autorizzativi, sui conseguenti controlli e sulle eventuali criticità che dovessero insorgere è la Città metropolitana che, in questo caso, dovrà adottare tutte le cautele per la tutela ambientale».

La stessa Città metropolitana che, invece, ha anche autorizzato l'ampliamento della discarica stessa. «Non nascondo la delusione per il mancato appoggio concreto alle nostre istanze non di competenza del Ministero - ammette il sindaco Mazza - continueremo a lavorare per la tutela della salutee gli interessi dei nostri concittadini». Il Comune, però, dovrà farlo con le proprie forze: da Roma non arriverà nessun aiuto.

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