Le strutture della discarica di Vespia, sopra Castellamonte, sono quasi tutte abusive. Tanto che il Comune di Castellamonte ha emesso le ordinanze per la demolizione e il ripristino dei luoghi. Nessuno si è mai accorto che le strutture costruite per la gestione della discarica (uffici, alloggio del custode, capannone e pesa dei camion) non erano autorizzate. Il lavoro del «Comitato tutela territorio e ambiente» delle frazioni di Campo e Muriaglio ha svelato l'arcano e dopo una segnalazione agli uffici del Comune di Castellamonte sono finalmente partiti i controlli.

Il 18 ottobre i tecnici hanno certificato la presenza di edifici privi di autorizzazione costruiti tra il 1995 e il 2001, prima ancora che la gestione dell'intera partita rifiuti passasse all'Asa (il consorzio fallito). Danno e beffa a carico dell'Agrigarden, la società che ha in gestione Vespia. Multa e ordinanza di demolizione dei fabbricati entro 90 giorni. «Abusivi anche perchè costruiti in zona soggetta a tutela ambientale».

Agrigarden, probabilmente, farà ricorso al Tar, visto che la discarica l'ha acquisita dal commissario Asa, Stefano Ambrosini. Questo, probabilmente, allungherà i tempi per un'eventuale riapertura del sito. Ammesso che la riapertura, prima o poi, avvenga per davvero. Il comitato ambientalista e i residenti delle frazioni della zona chiedono alla Città Metropolitana di bloccare l'autorizzazione della discarica: ai ben noti problemi di gestione (articoli sotto) ora si sono aggiunte anche le opere abusive...

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