Un tema importante quello dei rifiuti. Come lo sono gli indennizzi ai Comuni che ospitano strutture che portano disagio alle popolazioni residenti. Una sentenza del 2005 della Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell'articolo 16, comma 4, della legge della Regione Piemonte del 24 ottobre 2002, relativa agli obblighi dei gestori di discariche di corrispondere ai Comuni che ospitano gli impianti un contributo annuo. Tale sentenza incide sulla legittimità del sistema di contribuzione a carico dei titolari di impianti, nei confronti dei Comuni sede di discarica, di impianti di trattamento di rifiuti o di piattaforme di smaltimento di rifiuti urbani, assimilati agli urbani e speciali pericolosi e non pericolosi.
 
Tutto nasce dal fatto che la Corte ha dichiarato la natura tributaria, e non commutativa, del contributo, avente quali soggetti passivi i soggetti che gestiscono impianti e quali soggetti attivi i comuni sede degli impianti, quale presupposto economicamente rilevante la gestione di detti impianti e quale base imponibile una entità monetaria commisurata a «ogni 100 chilogrammi di materiale riutilizzato nell’anno». Purtroppo a seguito alla dichiarazione della natura tributaria del contributo, la Corte ha ritenuto sussistere la violazione dell’articolo 117 della Costituzione in quanto la Regione Piemonte ha istituito un tributo gravante sul presupposto dello svolgimento di attività rientrante nella gestione dei rifiuti, materia su cui sussiste riserva di legge statale.
 
«Ora quindi la regione Piemonte, in sede di revisione della disciplina di gestione dei rifiuti, non vuole più prevedere tale tipologia di indennizzo - dice per la Lega Nord l'onorevole Roberto Simonetti - a scapito delle autonomie locali ed i Comuni che ospitano sul loro territorio una discarica o un impianto di trattamento rifiuti, da sempre destinatari di compensazioni economiche dirette ad indennizzare i disagi provocati da tale presenza. E' bene quindi che sia il Ministero dell'ambiente che la Regione Piemonte risolvano al più presto questo conflitto istituzionale a tutto danno dei cittadini». 
 
Al momento il provvedimento rischia di penalizzare ulteriormente Castellamonte, in alto Canavese, che tra discarica e centro di stoccaggio rifiuti ex Asa, da sempre si batte con i disagi patiti dai residenti. «Ho sollecitato il Ministro Galletti ad intervenire urgentemente su questa delicata materia - aggiunge Simonetti - per emanare una disposizione a carattere nazionale che ristabilisca la possibilità di introduzione di indennizzi in favore dei Comuni sede di impianto di discarica o di trattamento di rifiuti evitando così discriminazioni sul territorio nazionale».

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