CASTELLAMONTE - A nome della minoranza di Castellamonte, il consigliere Giovanni Maddio, nei giorni scorsi, prima ancora della convocazione della conferenza dei servizi della Città metropolitana (che in tempi di coronavirus si terrà a distanza), ha inviato una relazione dettagliata sulla situazione della discarica di Vespia al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Per Maddio l'amministrazione sta gestendo la situazione in maniera «superficiale e poco congrua». Il riferimento va soprattutto alla questione del post mortem. Argomento di cui si è discusso anche nel corso dell'ultimo consiglio comunale. 

«È evidente che una produzione di percolato molto più elevata di quanto previsto nel piano finanziario comporta extra costi non solo in fase attiva ma anche in frase passiva con la conseguenza che i fondi di accantonamento sono diventati insufficienti - spiega l'ex vicesindaco della città - occorre considerare che il peso specifico dei rifiuti smaltiti in discarica è inferiore a quello dei rifiuti urbani sulla base dei quali erano stati preventivati gli accantonamenti. Ne deriva un minor quantitativo di rifiuti smaltiti e dunque un minor accantonamento di fondi. Tutte le opere di sistemazione comportano incrementi di costo che non sono coperti dai fondi attualmente in accantonamento». I gestori di Vespia, la «Agrigarden Ambiente» propone di coprire gli extra costi con lo smaltimento di ulteriore 125000 metri cubi di rifiuti corrispondenti a circa 93.750 tonnellate da smaltire in circa un anno e mezzo. 

«La maggioranza consiliare ritiene che tali costi possano essere risolti attraverso la collaborazione tra gli enti che ne hanno titolo evitando il deposito di ulteriori rifiuti. Se quest'ultima strade è percorribile è necessario al più presto individuare le fonti di finanziamento e gli strumenti tecnici economici ed amministrativi per progettare e realizzare gli indispensabili interventi di messa in sicurezza e garantire alla discarica una configurazione stabile e sicura nel tempo. Se invece, come temiamo, si tratta solo di un tentativo di nascondere la testa sotto la sabbia, per l'incapacità di affrontare di petto i problemi, allora è necessario che si attivi un confronto con gli enti competenti, ma anche e soprattutto con il gestore, al fine di individuare una soluzione di compromesso che porti ad una corretta risoluzione delle problematiche tecniche ed ambientali. Purtroppo - conclude Maddio nella relazione inviata a Cirio - siamo persuasi che gli enti superiori invocati dal sindaco declineranno la loro competenza ad intervenire».

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