In questi giorni e nelle prossime settimane, l'accesso a strade militari e a percorsi in quota - più o meno tracciati e ampi - sarà sempre più forte. La montagna attrae, conquista, vede crescere numeri di accessi, arrivi, presenze. «Ma tutto deve svolgersi nella massima sicurezza per tutti gli utenti e turisti, in particolare chi va a piedi e in bici. Uncem ringrazia i moltissimi volontari del Soccorso Alpino e Speleologico, (purtroppo) molto impegnati nelle ultime ore, in incidenti anche gravi. Una buona ed efficace regolazione degli accessi, anche con le opportune limitazioni per i mezzi a motore, è necessaria».

Da anni si parla di regolamentare le auto in quota anche in Canavese, in particolare sulla strada che da Ceresole Reale sale fino al colle del Nivolet. Sul percorso del Giro d'Italia, per intenderci, le amministrazioni che si sono succedute negli anni si sono ritrovate quasi sempre a discutere sulla possibilità di bloccare i mezzi a motore. Cosa che già avviene, dalla diga del Serrù, ogni domenica grazie al progetto «A piedi tra le Nuvole».

«Bene hanno fatto i Sindaci che, in particolare insieme con i colleghi all'interno delle Unioni montane, hanno messo limiti e hanno dato regole, con delibere e altri strumenti impositivi - spiegano dall'Uncem - evitare succedano incidenti - con conseguenti grandi responsabilità per i primi cittadini e per gli amministratori locali sui loro territori di competenza - è decisivo. Uncem è dalla loro parte e si impegnerà per evitare contrapposizioni, incomprensioni, ma altresì pericoli e rischi sulle strade in quota e sui sentieri che tanti volontari - in primis del Club Alpino italiano e di altre preziose Associazioni di volontariato - hanno a cuore con una continua e fondamentale manutenzione. A vantaggio dell'ambiente e di un turismo outdoor sostenibile che fa grandi i territori alpini e appenninici».

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