Settantacinque anni fa, sul colle della Galisia sopra Ceresole Reale, si consumava la più grande tragedia di montagna avvenuta sulle Alpi durante la Seconda guerra mondiale. Quarantun vittime fra partigiani italiani e soldati inglesi fuggiti dai campi di prigionia tedeschi. Durante la traversata di una corvèe partigiana e di una colonna di soldati inglesi in fuga verso la Francia, nel novembre del 1944, morirono in 41, travolti da una valanga: non videro il rifugio del Prariond che avrebbe rappresentato la loro salvezza.

Domenica 10 novembre, il Comune di Ceresole e l'Anpi hanno ricordato la tragedia della Galisia, riposizionando sul monumento dedicato ai caduti la targa che, nel novembre del 1961, venne sistemata in quota dalla Resistenza canavesana. Quella targa commemorativa venne inghiottita dalla frana causata dall’alluvione del settembre del 1993. Dopo 26 anni, Franco Rolando (nella foto sotto vicino al monumento), decano delle guide alpine di Ceresole Reale, ha ritrovato quella targa, nei pressi del Pian Ballotta.

Così da questa mattina, la targa strappata dall'alluvione è tornata a disposizione della comunità, a perenne ricordo di quei ragazzi che si sacrificarono sul colle della Galisia. Al termine della cerimonia, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il parroco di Ceresole Reale (che ha benedetto la targa), Franco Rolando, Guido Novaria e il vicesindaco Mauro Durbano, l'Anpi ha letto l’elenco delle vittime e dei soccorritori della tragedia. Per l'occasione sono stati suonati l'inno italiano e quello inglese.

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