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CERESOLE REALE - Riceviamo e pubblichiamo la posizione dell'associazione «Amici del Gran Paradiso», tramite il presidente Guido Novaria, dopo il Consiglio comunale aperto convocato la scorsa settimana per parlare del futuro «PalaCeresole», il nuovo centro d'incontro che il Comune vuole realizzare in zona Pian della Balma, vicino al lungo lago.

«Ho seguito con interesse il Consiglio comunale aperto di lunedì 29 dicembre,. richiesto per discutere sulla localizzazione del PalaCeresole, evitando d’intervenire, ma rimandando a questa “lettera aperta” alcune considerazioni.

Il sindaco Gioannini considera il PalaCeresole l’opera in grado di lanciare turisticamente Ceresole, ma non indica quali eventi la nuova struttura potrà ospitare, e soprattutto, chi si occuperà della sua gestione. Pian della Balma è l’area prescelta per realizzare quest’opera capace di accogliere ben 70 persone. Lo stesso numero ospitato nel salone di Casa Gran Paradiso prima del suo utilizzo come sede dell’ufficio turistico.

La petizione con le oltre 500 firme raccolte per chiedere di localizzare altrove non è piaciuta al sindaco Gioannini visto e considerato che “a firmare sono stati soprattutto non residenti a Ceresole”. Vecchio discorso legato, in fondo, alla politica turistica di questa località, basata sulle attività promosse da enti e associazioni guidati da gente di pianura. Emblematica la fine della Royal Sky Marathon che per scelta del suo ideatore non si correrà privando così il PalaCeresole della cerimonia di premiazione. Così come non vedremo più i corridori del Giro d’Italia pedalare verso la diga del Serrù, ripetendo la tappa del 2019, voluta da un sindaco arrivato dalla pianura. Perchè, caro signor sindaco, la pianura ha restituito molto, in questi anni, a Ceresole a cominciare da tanti operatori turistici che hanno scelto questo paese per vivere e lavorare. E sottoscrivere petizioni magari in contrasto con le scelte della giunta, ma che evidenziano un grande amore per Ceresole.

Nel 2011 inauguravamo il PalaMila, struttura finanziata in massima parte dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Torino e dalla Fondazione Crt. La ricerca di altri sponsor per ultimare la chiusura della “conchiglia” non ha purtroppo dato i risultati sperati. Durante il Consiglio comunale aperto, il vicesindaco Mauro Durbano ha escluso la possibilità di un accordo fra pubblico (il Comune di Ceresole) e privato (l’Associazione Amici del Gran Paradiso) per concludere l’opera. Meglio allora investire i fondi arrivati nel primo lotto del PalaCeresole per la gioia di quei ceresolini che hanno preferito non firmare la petizione che chiedeva di valutare un’altra localizzazione per un’opera che occuperà una parte di quel Pian della Balma poco distante dall’ex albergo Ciarforon, tristemente chiuso da anni».