GRAN PARADISO - Il peluche di uno stambecco simbolicamente donato dal presidente Alberto Cirio al Consiglio regionale del Piemonte non ha chiuso la discussione politica sulla revisione della legge sulla caccia proposta dal Governo. Sulla vicenda è intervenuta la consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra, Alice Ravinale, che ha incalzato proprio il governatore.
«Accogliamo e rilanciamo le parole del presidente Alberto Cirio che ieri nell'ufficio del presidente Nicco ha detto che "Il rispetto degli animali è il nostro credo". Se questo è l’impegno, allora traduciamolo in atti concreti: per questo proporremmo con la legge di riordino, che a breve sia in commissione redigente, di rendere la nostra Regione pienamente caccia-free per quanto riguarda la caccia sportiva - spiega Ravinale - La scenetta dello stambecco di peluche è arrivata dopo con il consueto giochino interno alla destra e che fa tutto da sola, con i partiti nazionali che propongono di togliere gli stambecchi dalle specie protette e gli esponenti locali, in questo caso il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca, che fanno retromarcia».
Ma dopo le belle parole, è il momento di passare dal simbolo alla sostanza per Avs: «Un Piemonte davvero attento al benessere animale e alla tutela della biodiversità esclude la caccia sportiva sul territorio, investe in prevenzione e monitoraggio faunistico, rafforza le aree protette e i corridoi ecologici, promuove un turismo naturale e attività outdoor sostenibili che valorizzino la fauna viva, non i trofei. E poi investe in consapevolezza ambientale e non in propaganda, una su tutte quella sul lupo: in Piemonte è presente tra le 400 e le 500 unità appena, con una media di 5 esemplari ogni 100km2 e la caccia è un controsenso utile solo a soddisfare le manie venatorie di pochi. I lupi contengono naturalmente il numero degli ungulati, dove ci sono lupi in libertà, i cinghiali - gli stessi che poi sarebbero oggetto di caccia selettiva - abbassano drasticamente il loro tasso di riproduzione. Chiediamo alla maggioranza di dare coerenza al messaggio del presidente: rendere il Piemonte caccia-free è una scelta chiara che potrebbe dimostrare rispetto per gli animali, per la scienza e per i cittadini che chiedono politiche ambientali finalmente al passo con i tempi. Siamo pronte a confrontarci in commissione per costruire una norma che metta davvero al centro la tutela della fauna selvatica e degli ecosistemi. È un’occasione per il Piemonte di essere un modello nazionale per la tutela degli animali».
«Come Movimento 5 Stelle siamo ovviamente contenti che lo stambecco, animale simbolo del Piemonte, sia rimasto fuori dalla lista delle specie cacciabili. Ci chiediamo, però, su quale base si costruisca la tutela della fauna piemontese. Sembra che alla Destra importi solo il valore simbolico e l’appeal mediatico di qualche animale, fregandosene completamente di qualunque altro aspetto - attacca Sarah Disabato, capogruppo regionale M5S Piemonte - Noi, al contrario, siamo convinti sia necessario salvare tutte le specie dalla tortura violenta della caccia, non solo quelle che aiutano certi esponenti politici a finire sulle pagine dei giornali. Qualcuno dovrebbe spiegare dove sta scritto che il valore ecologico di uno stambecco è maggiore di quello di altre specie attualmente cacciabili. Peraltro, questa battaglia di facciata non assolve la giunta Cirio da tutti gli atti scellerati che sono stati posti in essere in questi anni a favore della lobby venatoria. Parliamo, ad esempio, dell’inserimento di nuove specie nel calendario venatorio o dell’aumento dei cacciatori foranei, così come della caccia sui fondi privati. Per arrivare a proposte assurde come la caccia di alcune specie su superfici innevate o il recupero tramite elicottero dei cervi abbattuti. La caccia è un danno per l’ambiente, per la sostenibilità degli ecosistemi e per la fauna della nostra Regione. La biodiversità non si tutela a corrente alternata, proteggendo certe specie e lasciando le altre in balia dei fucili».
«Come Movimento 5 Stelle siamo ovviamente contenti che lo stambecco, animale simbolo del Piemonte, sia rimasto fuori dalla lista delle specie cacciabili - dice Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte - ci chiediamo, però, su quale base si costruisca la tutela della fauna piemontese. Sembra che alla Destra importi solo il valore simbolico e l’appeal mediatico di qualche animale, fregandosene completamente di qualunque altro aspetto. Noi, al contrario, siamo convinti sia necessario salvare tutte le specie dalla tortura violenta della caccia, non solo quelle che aiutano certi esponenti politici a finire sulle pagine dei giornali. Qualcuno dovrebbe spiegare dove sta scritto che il valore ecologico di uno stambecco è maggiore di quello di altre specie attualmente cacciabili».
«Peraltro, questa battaglia di facciata non assolve la Giunta Cirio da tutti gli atti scellerati che sono stati posti in essere in questi anni a favore della lobby venatoria. Parliamo, ad esempio, dell’inserimento di nuove specie nel calendario venatorio o dell’aumento dei cacciatori foranei, così come della caccia sui fondi privati. Per arrivare a proposte assurde come la caccia di alcune specie su superfici innevate o il recupero tramite elicottero dei cervi abbattuti. La caccia è un danno per l’ambiente, per la sostenibilità degli ecosistemi e per la fauna della nostra Regione. La biodiversità non si tutela a corrente alternata, proteggendo certe specie e lasciando le altre in balia dei fucili».














