Nell'arco alpino le buone pratiche sono in costante crescita. Quest’anno sono ben 17 le bandiere verdi assegnate da Legambiente, due in più rispetto allo scorso anno, che premiamo l’impegno di cittadini, associazioni e Comuni, nel tutelare e valorizzare in chiave sostenibile ed ecofriendly le Alpi, fronteggiando con intelligenza gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici. Tutela della biodiversità a rischio, sostenibilità ambientale e mobilità dolce, turismo slow, ma anche efficienza energetica e didattica innovativa i temi al centro delle 17 bandiere verdi 2019 che ben testimoniano la voglia di un futuro sempre più green e innovativo che si respira in questi territori montani, oggi sempre più fragili per via dei cambiamenti climatici. Per questo è fondamentale mettere in campo azioni ad hoc, ma anche ripensare la gestione del territorio e replicare quelle esperienze virtuose che vanno in questa direzione.

Due riconoscimenti in Canavese. Mobilità e turismo dolce caratterizzano anche la bandiera verde assegnata all’Associazione Sentieri Alta Val Malone per il progetto di sviluppo locale che ha al centro il recupero della viabilità pedonale della valle. Ad oggi sono stati recuperati e segnati 42 percorsi e il motto dell’associazione è “sentieri per andare lontano”. Al Gruppo di cittadini volontari delle “Giornate della manutenzione territoriale” sulla Serra di Chiaverano per le attività di volontariato volte alla messa in sicurezza di una vasta area della Serra dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea (AMI).

«Oggi ai territori montani - spiega Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente- viene chiesto di fronteggiare con intelligenza gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici. Com’è noto nelle Alpi essi sono più consistenti che altrove, infatti, ogni grado centigrado in più registrato nelle terre emerse corrisponde a un +2° sulle Alpi. Per questo è importante mettere in campo azioni virtuose e sostenibili che tutelino e valorizzano davvero l’Arco Alpino e le buone pratiche premiate oggi dimostrano che ciò è possibile. Anzi si tratta di esempi virtuosi che meritano di essere replicati su tutto il territorio».

«Sul clima -ha aggiunto Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente- si sta facendo troppo poco e troppo lentamente, anche nelle montagne che pure risentono sempre di più dei cambiamenti climatici. Lo scioglimento dei ghiacciai e la biodiversità a rischio sono il primo campanello d’allarme di un problema che ha una portata internazionale e sul quale bisogna intervenire al più presto in maniera sinergica e con politiche sempre più mirate. Il nostro Paese deve approvare quanto prima un piano di adattamento ai cambiamenti climatici che abbia tra le sue priorità proprio i territori montani. In modo da diffondere in tutta Italia le pratiche virtuose premiate oggi, aiutando i territori che investono in manutenzione del territorio, gestione virtuosa dell'acqua, in una agricoltura di qualità capace di adattarsi a un clima che sta già cambiando. In parallelo la sfida è aprire finalmente le porte a un modello energetico distribuito e rinnovabile, il solo capace oggi di tenere assieme l’impegno nel fermare i cambiamenti climatici con la creazione di opportunità per tutti i territori, dalle Alpi alle pianure, le famiglie e le imprese».

Quest’anno le bandiere nere sono state assegnate: all’Anas per le pesanti inadempienze e la scarsa trasparenza nella gestione del cantiere Tenda Bis (CN). Vessillo nero anche alla Regione Piemonte per mantenere in vita con cospicui finanziamenti impianti sciistici perennemente in perdita (come i 2 milioni previsti per l'Alpe Cialma di Locana), in particolare destinando consistenti fondi all’innevamento artificiale delle piste piemontesi. Bandiera nera anche per la Giunta Regionale della Regione Autonoma Valle d’Aosta per aver fatto propria, attraverso atti pubblici e amministrativi, la scelta di collegamento intervallivo tra la Valtournenche e la Val d’Ayas attraverso il Vallone delle Cime Bianche.

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