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CHIVASSO - Sta facendo molto discutere e sta diventando un caso politico l'aggressione, avvenuta mercoledì 15 luglio 2026 alla stazione di Chivasso, ai danni di un capostazione colpito con una testata al volto mentre era in servizio da un uomo originario della Repubblica Centroafricana.

Sulla vicenda è intervenuto duramente Vittorio Bevilacqua della sezione chivassese di Futuro Nazionale: «Ai finti buonisti di sinistra: mai vostri figli e le vostre famiglie lo prendono il treno a Chivasso? Ci rivolgiamo direttamente a voi, paladini del progressismo locale. A voi che dai vostri salotti protetti parlate di "accoglienza" e liquidate la realtà come una semplice "percezione di insicurezza". Rispondete sinceramente: i vostri figli frequentano i binari di Chivasso? Le vostre famiglie prendono il treno in mezzo a questo degrado? La risposta è "no". È facile fare i tolleranti con la pelle degli altri, mentre i figli dei cittadini comuni e i lavoratori onesti rischiano la vita a qualsiasi ora del giorno. L’ennesimo fatto di cronaca nera sconvolge la nostra città. Un capostazione è stato preso a testate in pieno volto da un cittadino centrafricano. La sua colpa? Aver fatto il proprio dovere, chiedendo di non attraversare i binari per evitare una tragedia».

«La situazione è ormai fuori controllo: aggressioni, risse con spranghe, bottiglie spaccate e rapine con spray urticante a ciclo continuo. Famiglie, pendolari e ferrovieri hanno paura persino di camminare in stazione. La "zona rossa" e i vertici-farsa non fermano l'anarchia di chi si sente impunito. Esprimiamo la massima solidarietà al capostazione ferito e a tutto il personale delle ferrovie. Futuro Nazionale dice basta: pretendiamo tolleranza zero e la re-migrazione immediata per ogni singolo delinquente. Aspettiamo forse che ci scappi il morto prima di cacciare chi ci aggredisce in casa nostra? Chivasso merita sicurezza, ordine e legalità».

Molto duro anche il consigliere di minoranza, Bruno Prestia: «L’escalation di violenza che sta interessando la stazione ferroviaria di Chivasso ha ormai superato ogni livello di guardia. L'aggressione subita da un capostazione, colpito brutalmente al volto con una testata per avergli semplicemente intimato di non attraversare i binari, è solo l'ultimo gravissimo episodio di una situazione ormai insostenibile. Al capostazione ferito, che ne avrà per una decina di giorni di prognosi, e a tutti i lavoratori ferroviari che operano quotidianamente in prima linea in condizioni di costante vulnerabilità, va la mia più totale e sincera solidarietà, a nome personale e di tutto il gruppo consiliare Per Chivasso. Un ringraziamento sentito va anche alle forze dell’ordine, Carabinieri e Polizia Locale, che in entrambi i casi sono intervenuti tempestivamente per fermare i violenti ed evitare conseguenze ancora peggiori. Tuttavia, la solidarietà non basta più ed è tempo di risposte concrete».

«Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile: questi episodi di violenza avvengono all'interno di un'area dichiarata "Zona Rossa" con ordinanza prefettizia, un provvedimento di sorveglianza speciale recentemente prorogato per altri sei mesi che avrebbe dovuto garantire massima sicurezza. Nei fatti, invece, la stazione continua a essere percepita dai cittadini come una terra di nessuno. Proprio per prevenire questa deriva, tempo fa avevamo depositato al Prefetto una petizione, sottoscritta da ben 2.500 cittadini di Chivasso e non solo, per chiedere con forza l’istituzione di un presidio fisso di sicurezza all’interno della stazione. Una richiesta chiara, nata dalla voce e dalle preoccupazioni reali dei residenti e dei pendolari, che oggi, alla luce di questi continui e gravi episodi, si rivela non solo tragicamente profetica, ma non più rimandabile. Serve un presidio fisso, servono più controlli e serve tolleranza zero. I cittadini sono stanchi e preoccupati. Questa non è la città che vogliamo e non accettiamo quello che sta diventando».