«In relazione alle notizie circolate su alcuni organi di informazione, si ricorda che nell’impianto della discarica di Chivasso l’attività di conferimento di rifiuti è ufficialmente ultimata ad agosto 2018». Così l'amministrazione comunale smentisce le voci circolate in città negli ultimi giorni. «A tale riguardo, gli organi preposti effettuano periodici controlli e sopralluoghi presso l’area. Fino ad ora, l’attività all’interno della discarica è esclusivamente rivolta alle attività di manutenzione e controllo oltre alle operazioni relative al post chiusura che interessano in particolare la copertura delle vasche (movimento materiali di copertura) e il monitoraggio dei livelli del percolato e il suo emungimento per il trasferimento presso il depuratore».
 
Va però ricordato che SMC fino settembre 2026 è ancora in possesso dell’autorizzazione al trattamento, all’interno dell’area, di materiali vari. Trattamento che si intende finalizzato all’attività di lavorazione, separazione delle diverse frazioni differenziate e al conseguente riciclo. Attività che dall’incendio sviluppatosi qualche anno fa non è più stata effettuata. Nelle scorse settimane, con il cambio della propria denominazione sociale, il gestore degli impianti ha presentato presso la Città Metropolitana, la richiesta di variazione della titolarità di quest’ultima autorizzazione, attualmente al vaglio degli uffici della Città Metropolitana.
 
«Non essendo variate in alcun modo le condizioni già note al momento della chiusura delle vasche e non essendoci in corso alcuna attività di autorizzazione diversa da quelle già previste e rilasciate dalla Città Metropolitana, si ritiene scorretta e strumentale la pubblicazione di notizie che lascino intendere una possibile riapertura della discarica di Chivasso».
 
«La discarica è chiusa e resta chiusa - ribadisce il Sindaco Claudio Castello - l’impegno dell’Amministrazione comunale, dopo aver raggiunto l’obiettivo della chiusura definitiva degli impianti, è quello di proseguire nel miglior modo possibile la difficile fase del “post mortem”, per assicurare ai cittadini la massima sicurezza in termini ambientali». A tale scopo, il 3 febbraio il sindaco si è recato dal Prefetto che ha ritenuto di dover attivare a breve un tavolo di coordinamento permanente presso la Prefettura di Torino.

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