CHIVASSO - La commissione Trasporti di Palazzo Lascaris si è riunita la scorsa settimana per discutere il tema delle linee ferroviarie regionali che sono state soppresse nel corso degli ultimi dieci anni. Tra queste anche la Chivasso-Asti per la quale da più parti, negli ultimi mesi, sono arrivate le richieste di riapertura.

«Abbiamo approvato all’unanimità un programma di analisi e revisione di tutte queste linee, per valutare fattibilità e soprattutto sostenibilità di una loro eventuale riapertura - commenta il consigliere del gruppo Lega e presidente della Commissione Mauro Fava - l'ottica dello studio, dove andremo ad analizzare approfonditamente ogni singolo caso, è quella di ridurre l’inquinamento provocato dal traffico veicolare, in una logica ambientale che però non può essere disgiunta da quella economica».

«Le linee sono state soppresse nel corso del tempo perché erano largamente sottoutilizzate e rappresentavano un costo che la Regione non poteva più sopportare. Dobbiamo chiederci, quindi, in quali casi le condizioni siano cambiate e dove meriti avviare una sperimentazione. Un’alternativa possibile è quella invece di investire nel rinnovamento delle flotte di bus, privilegiando le motorizzazioni a basso impatto ambientale», aggiunge Fava.

La maggior parte delle linee prese in esame sono sospese dal 2012, anno in cui era stato valutato che i costi di esercizio per la Regione non fossero più sostenibili. Pur assicurando che nel frattempo i collegamenti del Trasporto pubblico locale sono stati garantiti con servizi bus, l’assessorato e l’Agenzia si sono detti disponibili ad analizzare ognuna delle linee sospese per valutare quali sarebbero i costi da affrontare e i tempi per la loro riattivazione.  

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