ROMA - Non c'è covid che tenga: si apre la crisi per il governo Conte. L'ha sancita questa sera, come previsto, Matteo Renzi, tornato per una volta il «rottamatore». Renzi ha annunciato le dimissioni delle ministre Teresa Bellanova, Elena Bonetti e del sottosegretario Ivan Scalfarotto aprendo ufficialmente la crisi. «Questa crisi non l’abbiamo aperta noi - ha detto Renzi - la democrazia non è un reality show. Bisogna rispettare le regole democratiche non si può rinviare ancora». 

Il leader di Italia Viva ha confermato la piena fiducia nel Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, poi ha assicurato che non farà alleanze con il centrodestra: «Nessun ribaltone, non daremo mai vita a un governo con populisti e sovranisti. Ma non credo nemmeno si possa andare al voto, in parlamento ci sono le condizioni per andare avanti». Insomma «crisi» per arrivare anche ad un terzo governo Conte: «Tocca a lui decidere».

Renzi lamenta il mancato rispetto delle regole democratiche da parte del premier Conte: in particolare i «pieni poteri» e «l'abitudine a governare con i decreti legge che si trasformano in altri decreti legge», l'utilizzo dei messaggi a «reti unificate», la «spettacolarizzazione della liberazione dei nostri connazionali». E poi i cantieri non ancora partiti e il Mes: «Non prenderlo per motivi ideologici è irresponsabile».

«Ora siamo pronti a discutere di tutto: un governo con la stessa maggioranza, un governo tecnico oppure andare all’opposizione. Non ci interessa il nostro destino, ma quello del Paese. Italia Viva voterà sì allo scostamento di bilancio e sui ristori. Poi valuteremo il progetto: se c’è una crisi politica la si affronta nelle sedi istituzionali, non con i post su Facebook. Voteremo sì allo scostamento di bilancio, saremo dalla parte del governo, quale sarà, per il decreto ristori, ma non siamo pronti ad essere come gli altri, quelli che fingono che andrà tutto bene».

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