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CUORGNE' - La cittadinanza onoraria di Cuorgnè a don Renato Casetta, storico e indimenticato viceparroco negli anni '60 e '70. E' praticamente una certezza la consegna dell'importante riconoscimento al religioso che è stato per molto tempo un punto di riferimento dell'attività delle «baracche» di Ceresole Reale, il mitico campeggio gestito proprio dalla parrocchia cuorgnatese.

Lo scorso anno, infatti, in occasione dei festeggiamenti per i 60 anni delle baracche di Ceresole, l’Amministrazione comunale, guidata dalla sindaca, Giovanna Cresto, avrebbe voluto conferire la cittadinanza onoraria a don Renato. Il consigliere Alessandra Magnino, amica di lunga data di don Renato, si era fatta carico di contattarlo e sondare il terreno. «Chi davvero conosce don Renato sa che è un uomo molto mite e umile: ha da subito manifestato il desiderio di non diventare un personaggio o di porre la persona davanti alla sua missione sacerdotale che rimane quella di testimoniare l’amore di Dio per ognuno di noi - spiega proprio il consigliere comunale, Alessandra Magnino - Nonostante numerosi incontri e scambi di messaggi, nel timore anche di offendere tanti altri preti che a Cuorgnè hanno operato come lui per il bene dei giovani e della comunità, don Renato ha chiesto di desistere dall’iniziativa, volontà che abbiamo quindi rispettato».

«Il nuovo parroco don Claudio, in occasione del prossimo anniversario del 60esimo dell’ordinazione sacerdotale di Don Renato, che verrà festeggiato quest’anno a Cuorgnè nel mese di settembre, ha di nuovo rilanciato l’idea confrontandosi con il sindaco, Giovanna Cresto, che gli ha raccontato le vicende dell’anno precedente - aggiunge Alessandra Magnino - Quindi, oserei dire, proprio come opera lo Spirito Santo, con pazienza, silenzio e opera di persuasione, anche spalleggiati da don Stefano e don Paolo, ex parroci di Cuorgnè che hanno con gioia sostenuto la proposta, finalmente don Renato, a giugno di quest’anno, ha accettato. Le pratiche burocratiche in itinere consentono che ufficialmente si possa presentare la proposta nel prossimo Consiglio comunale. Non possiamo che essere contenti nell’apprendere che anche alcuni consiglieri della minoranza hanno avuto la stessa idea. Ciò sarà sicuramente motivo di soddisfazione per don Renato che è riuscito anche in questa occasione ad essere testimone di unità e comunità».

A chiedere la cittadinanza onoraria a don Renato sono stati, in particolare, i consiglieri del gruppo «Cuorgnè c'è» Davide Pieruccini e Lidia Perotti: «La Costituzione Italiana chiede alle opposizioni di essere critiche e propositive. Oggi siamo propositivi - ha scritto sui social di recente Davide Pieruccini - abbiamo appena inviato all'amministrazione comunale la proposta per il conferimento della cittadinanza onoraria per don Renato Casetta. Una scelta maturata da tempo e abbiamo deciso di proporre oggi a 60 anni dall'ordinazione sacerdotale. Molti lo ricordano come un sacerdote vicino ai ragazzi, attento alla loro formazione umana e cristiana e capace di trasmettere entusiasmo e spirito di comunità. Il suo ministero ha lasciato un segno profondo nella vita della parrocchia e in diverse generazioni di cuorgnatesi, che ancora oggi ne conservano un ricordo affettuoso».

Un'iniziativa «bipartisan» apprezzata anche dall'ex sindaco di Cuorgnè, Giuseppe Pezzetto, che nei suoi «Pensieri & Parole» social si è rivolto alla comunità cuorgnatese: «Con felicità ho letto la proposta del consigliere di minoranza Davide Pieruccini di conferire la “cittadinanza onoraria” a don Renato Casetta. Con altrettanta felicità ho letto la risposta della consigliera di maggioranza Alessandra Magnino, che ha annunciato come si stia già lavorando per raggiungere questo importante obiettivo. Chiunque ha avuto il privilegio di incrociare don Renato sul proprio cammino di vita non puo’ che condividere questa scelta. Con il suo esempio, la sua umanità, la sua disponibilità e il suo instancabile servizio ha lasciato un segno profondo nel cuore di tante persone e nella storia della nostra città. La riconoscenza verso don Renato appartiene a una intera comunità. È un sentimento che unisce e non conosce appartenenze. Aggiungo una breve riflessione: forse don Renato ha già compiuto un piccolo miracolo. È riuscito a mettere d’accordo maggioranza e opposizione».