Questa mattina, domenica 9 febbraio, la città di Cuorgnè ha commemorato il partigiano Walter Fillak, medaglia d'argento al valore militare. Erano presenti i Gonfaloni della Città di Torino, Città di Genova, Città metropolitana di Genova, della Città di Cuorgnè, della Regione Liguria, della Regione Piemonte, numerose sezioni dell'Anpi, sindaci, assessori e consiglieri comunali. Presente anche l'assessore del Comune di Genova, Laura Gaggero. 
 
«Per la sua attività "sovversiva", Fillak fu espulso dal Liceo scientifico che frequentava a Genova e dovette continuare privatamente gli studi - scrive l'Anpi nella scheda dedicata al partigiano - seguiva i corsi di chimica all'Università quando conobbe Giacomo Buranello, altro studente antifascista. Con lui fu arrestato nel 1942 e deferito al Tribunale speciale. Tornò in libertà il 25 luglio del 1943. Dopo l'8 settembre, con il nome di battaglia di "Gennaio" Fillak entra, sempre con Buranello, nei GAP di Genova. Quando la brigata si disperde,  opo molte peripezie raggiunge la Valle d'Aosta. Con lo pseudonimo di "Martin" comanda la LXXVI brigata Garibaldi, che ha tra le sue zone d'operazione anche il biellese e il Canavese. 
 
Con i suoi uomini Fillak partecipò con successo a molti scontri contro i tedeschi e le forze armate della Rsi. Una delazione portò "Martin" alla morte. Nei pressi di Ivrea, Fillak e l'intero comando partigiano caddero in mano ai nazisti. Portato a Cuorgnè e processato dal locale Comando tedesco, "Martin" fu condannato a morte. Quando gli fu concesso di mandare una lettera di addio al padre e alla madre, Walter Fillak scrisse: "Per disgraziate circostanze sono caduto prigioniero dei tedeschi. Quasi sicuramente sarò fucilato. Sono tranquillo e sereno, pienamente consapevole d'aver fatto tutto il mio dovere di italiano e di comunista". Fillak non fu fucilato, ma impiccato lungo la strada per Alpette. Spezzatosi il cappio durante l'esecuzione, i tedeschi la ripeterono con estrema crudeltà».
 
«Come spesso accade ho l’opportunità di ricordare, che la Città di Cuorgnè è medaglia d’argento al valor militare, per il contributo dato dalla sua popolazione alla Resistenza, e conta purtroppo, numerose occasioni di commemorazione di quei tragici avvenimenti - ha detto il sindaco Beppe Pezzetto nel suo intervento - abbiamo da poco celebrato una partecipata giornata della memoria, ma non dobbiamo tacere difronte ad un ritorno internazionale dell’antisemitismo, che pare dimenticare il passato e risvegliare fantasmi che parevano sconfitti. Lo dobbiamo alle tante donne e uomini che hanno combattuto per un mondo più giusto, lo dobbiamo alla nostra civiltà, lo dobbiamo a noi stessi, perché la memoria di ciò che è stato sia tramandata, e perché quello che è stato non sia più».

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