CUORGNE’ - I piccoli Comuni canavesani protagonisti della transizione energetica. I borghi del nostro territorio più green grazie alle comunità energetiche. Per dare corpo e sostanza a questo nuovo progetto,  in un’ottica di partecipazione e condivisione tra cittadini e con le amministrazioni locali, serve però un’accelerazione da parte della Regione Piemonte. E’ quanto emerso giovedì 30 giugno 2022, nel convegno organizzato alla Camera del lavoro di Cuorgnè dal circolo PD dell’alto Canavese, guidato dal segretario Simona Appino.

«Le Comunità energetiche sono un insieme di persone fisiche, di imprese, di amministrazioni comunali che si pongono come obbiettivo la condivisione di produzione di energia collettiva per beneficiare a livello ambientale, economico e sociale utilizzando le fonti rinnovabili – commentano dal direttivo locale del PD - Con questa semplice definizione siamo entrati nel merito di una serata assolutamente partecipata alla camera del lavoro di Cuorgné insieme a tanti amministratori e cittadini che hanno voluto conoscere ed informarsi su questa opportunità aperta a tutti. Gli interventi che si sono avvicendati hanno via via portato nuove informazioni grazie ai relatori disponibili anche a confrontarsi e dissipare eventuali dubbi su un tema per i più ancora sconosciuto».

Coordinati dall’ingegnere e assessore comunale di Castellamonte, Claudio Bethaz, sono intervenuti Alberto Avetta, consigliere regionale PD, Massimiliano Barzino ingegnere nergetico, Sandro Baraggioli, presidente Confservizi, l’architetto Antonio Cinotto.  «Il tema sta riscuotendo grande successo – spiega Alberto Avetta - Lo voglio interpretare come un segnale molto positivo che conferma l’attenzione sempre più diffusa tra noi per un futuro sostenibile. La Regione Piemonte, guidata allora da Chiamparino, è stata un pioniere, normando con una legge regionale attualmente in vigore il settore delle comunità energetiche. Si tratta di un modello innovativo per la produzione, l’autoconsumo, l’accumulo e la vendita di energia proveniente da fonti rinnovabili nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e della transizione energetica. La legge regionale ha dei limiti, su cui bisogna intervenire. Per esempio, prevede che la Regione sostenga finanziariamente solo la fase di costituzione delle Comunità energetiche. Sarebbe opportuno sostenesse anche la realizzazione del progetto. Servono quindi più risorse. Bisogna poi coinvolgere gli enti locali fino a 5 mila abitanti. In Piemonte, infatti, ci sono 1200 comuni e ben 750 sono sotto i 5 mila abitanti. In questo staremo col fiato sul collo alla Regione».

Galleria fotografica

Articoli correlati