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CUORGNÈ - Si chiude in modo definitivo la vicenda della possibile apertura di una nuova cava per la produzione di materiali inerti in località Deir, non lontano da frazione Campore di Cuorgnè. Ad annunciarlo è stata la stessa prima cittadina, Giovanna Cresto, in occasione dell'ultimo Consiglio comunale. In Municipio, infatti, è stato notificato il decreto del Tar che «ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse da parte del ricorrente».

La Scavi Ter Morletto, la ditta di Rivarolo Canavese che aveva presentato il progetto della cava, ha deciso quindi di rinunciare alla battaglia di carte bollate iniziata lo scorso luglio per ottenere dal Tar del Piemonte l’annullamento del procedimento autorizzativo della Città metropolitana che si era chiuso con un parere (vincolante) negativo. Decisive per il «no» all'apertura dell'impianto le osservazioni del Comune, tra le quali, in particolare, il fatto che la zona scelta per il nuovo sito estrattivo sia stata colpita da un incendio nel 2017, il che vieta di procedere, almeno fino al 2032, alla necessaria variante al piano regolatore.

Nel mese di luglio si era tenuta un’udienza precautelare. Il prossimo appuntamento in programma era fissato (per l’udienza di merito) l’11 febbraio prossimo. Una scadenza saltata, perché, come spiegato durante la riunione del parlamentino locale dalla sindaca cuorgnatese, mentre il Comune stava preparando le proprie memorie difensive il ricorrente ha depositato l’atto di rinuncia, facendo calare il sipario sulla querelle.